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Parla il segretario Nigi

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Confsal: serve un patto per il lavoro

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Nei giorni scorsi la Confederazione guidata dal segretario generale Marco Paolo Nigi, ha riunito a Fiuggi i massimi organi statutari, il Consiglio generale e la Conferenza dei responsabili regionali e provinciali. È stata l'occasione per fare il punto sull'azione del governo, in particolare sulla legge finanziaria 2007, e per rimodulare e aggiornare la piattaforma politico-sindacale e rivendicativa. Il Consiglio Generale ha redatto un documento in cui conferma il giudizio fortemente negativo sulla Finanziaria 2007. Nello stesso documento la Confsal chiede al Governo un Patto per il lavoro, uno strumento ritenuto indispensabile per la piena affermazione della democrazia sociale ed economica che consiste nel reale coinvolgimento dei lavoratori e dei datori di lavoro attraverso le loro legittime rappresentanze. Segretario Nigi, la sua Confederazione esce da una intensa stagione di impegno sindacale, con una articolata proposta sulle politiche economiche e del lavoro, e di forte protesta culminata con lo sciopero generale del 7 dicembre. Che cosa ha da dire in merito? «La partecipazione allo sciopero è stata significativa, per cui ritengo che il consenso dei lavoratori alla nostra azione sia stato assolutamente convinto. Nel merito, la legge finanziaria, nonostante il Parlamento abbia recepito alcune nostre proposte modificative, rimane iniqua per i lavoratori dipendenti e per i pensionati e inadeguata per lo sviluppo economico e occupazionale». Quali sono le principali proposte politiche-sindacali deliberate dal Consiglio generale? «Il Consiglio generale ritiene irrinunciabili l'immediato rinnovo dei contratti di lavoro e la stabilizzazione di tutti i precari e ha definito proposte e condizioni in relazione alla riforma del sistema previdenziale e pensionistico, obbligatorio e complementare, e alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione». In materia esistono recenti intese tra Governo e Cgil, Cisl e Uil; qual è la posizione della Confsal? «La Confsal respinge decisamente intese parziali e fortemente penalizzanti per i lavoratori. I recenti memorandum su previdenza e trattamento di fine rapporto, come l'anomala concertazione sul rinnovo dei contratti pubblici riducono, se non pregiudicano, le prospettive per una giusta riforma delle pensioni, per l'effettivo avvio della previdenza complementare e per il rinnovo dei contratti pubblici». A questo punto qual è la proposta sul metodo concertativo del Consiglio Generale Confsal? «Un Patto per il lavoro che collochi al centro della società e dell'economia il lavoratore e comprenda lo status dei lavoratori nel privato e nel pubblico impiego, le politiche della formazione e dell'occupazione, dei redditi, previdenziali e pensionistiche, nonché le politiche fiscali e dei servizi pubblici primari, incluse le tariffe. È così che si recupera la corretta concertazione smarrita e soprattutto si fa equità sociale e sviluppo economico e occupazionale». La Confsal ha denunciato l'illegittimità del metodo concertativo attivato dal Governo Prodi. Cosa ha da dire in merito? «Effettivamente il governo Prodi ha attuato una concertazione che esclude importanti parti sociali, sindacati autonomi e datori di lavoro largamente rappresentativi di realtà sociali, economiche e produttive. La Confsal ne ha denunciato l'illegittimità e si renderà promotrice di un disegno di legge per dare regole certe alle relazioni sindacali e industriali nel privato e nel pubblico impiego».

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