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Telecom, l'ad Ruggiero resta in bilico

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Le banche ancora in pressing per il rinnovo dei vertici del gruppo telefonico

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Ma dovrà continuare a difendersi per non uscire dal gruppo. A chiedere la sua testa, secondo quanto risulta a Il Tempo, sarebbero state infatti le banche che finanziano il colosso telefonico. Il nuovo corso instaurato dal presidente Guido Rossi, infatti, non ha spostato di una virgola il peso del debito. Un macigno che necessita di un controllo più stringente e di un uomo di maggiore fiducia. Di qui le pressioni degli istituti di credito per piazzare un uomo meno aziendale e più garante dei loro interessi. Un passaggio che però non è per ora avvenuto. Ruggiero ha puntato i piedi e per ora ha schivato l'attacco. Questo il retroscena smentito ufficialmente dall'azienda telefonica: in casa non c'è nessuna guerra. Ma le dichiarazioni non hanno placato le ansie del mercato. E ieri la discesa di Telecom Italia in Borsa non si è fermata. La flessione a fine giornata è stata dell'1,21% a 2,235 euro, dopo un discreto inizio. La società telefonica ha sostanzialmente smentito le voci di contrasti tra i vertici del gruppo e ha annunciato l'adozione di un modello organizzativo costituito da quattro divisioni (fisso, mobile, rete, grandi clienti) che saranno alle dirette dipendenze dell'amministratore delegato, Riccardo Ruggiero. Punto e basta. Sulla scia negativa anche Pirelli che ha limitato il ribasso allo 0,37%. Intanto si comincia a sollevare il velo sul piano industriale del gruppo che sarà presentato dal presidente Guido Rossi a marzo del prossimo anno. La strategia prevede sempre più convergenza fra la piattaforma fissa Adsl di Alice e quella mobile di Tim, con l'adozione di un'unica intefaccia grafica (software) per accedere ai servizi Telecom Italia, compreso il cosidetto Voice Over Ip. In questo ambito avranno grande rilievo i contenuti video, fruibili sia su Dvbh, ovvero la televisione sul telefonino, sia via web. Il colosso presieduto da Rossi sta lavorando insomma sul progetto della one single company. Ovvero quella strategia che fa della convergenza fra la linea mobile, quella fissa e la piattaforma internet il suo punto di forza. Una strategia che, allo stesso tempo, punta, però, anche a una progressiva integrazione delle caratteristiche della media company. Attenta, cioè, a contenuti da veicolare sulle reti Telecom.

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