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di LEONARDO VENTURA IL DPEF va nella giusta direzione.

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Parola del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che ieri nel corso dell'audizione sul Documento di programmazione economica e finanziaria davanti alla Commissioni bulancio di Camera e Senato ha promosso le linee strategiche tracciate, ma, nello stesso tempo, ha lancia più di un monito al Governo. A cominciare dalla necessità di innalzare l'età pensionabile per rendere sostenibile il sistema previdenziale fino all'avvio di una graduale, ma decisa, riduzione della pressione fiscale. «Il piano di rientro descritto nel Dpef - ha detto il numero uno di Palazzo Koch - va nella giusta direzione, tuttavia presenta alcuni rischi. Sarà necessario intervenire prontamente nel caso in cui questi si materializzino». In particolare - per il Governatore - «va attentamente monitorata la realizzazione degli interventi di correzione del disavanzo, per verificare la correttezza delle previsioni e l'efficacia dei provvedimenti». Indispensabili - per il numero uno di Bankitalia - i tagli annunciati dal Governo sui quattro grandi capitoli della spesa pubblica. «L'analisi di questo documento - ha affermato infatti Draghi - è che non ci sono alternative a toccare questi quattro comparti di spesa». E insufficiente - ha aggiunto - sarebbe toccarne solo uno o due e non tutti. Insomma il Dpef chiede «interventi su tutte le voci del bilancio pubblico» e la «prima tappa del percorso di riequilibrio dei conti pubblici consiste nella realizzazione nel 2007 di un disavanzo inferiore al 3% del Pil» attraverso «azioni di natura strutturale». Così - secondo il Governatore - si riporterà il debito verso la riduzione e si segnalerà ai mercati «che la situazione dei conti pubblici è sotto controllo». In assenza dei tagli alla spesa pubblica infatti - ha sostenuto Draghi - «il risanamento richiederebbe, come in passato, ulteriori interventi di inasprimento del prelievo», mentre invece «va avviato con decisione un processo di graduale riduzione della pressione fiscale». La crescita economica inoltre è indissolubilmente legata al riordino ed al riequilibrio della finanza pubblica. Dichiarandosi «spaventato» della dinamica della spesa sanitaria che ha raggiunto livelli «insostenibili», Draghi ha inoltre lanciato un appello sul fronte delle pensioni. «Solo un significativo aumento dell'età media di pensionamento - ha detto il governatore - può rendere sostenibile il sistema previdenziale e garantire pensioni di importo adeguato», mentre è necessario avviare al più presto la previdenza complementare che «potrebbe fornire una parte rilevante del reddito di ampie fasce di cittadini anziani»

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