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Ricchezza nelle province Il Sud è più virtuoso

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Secondo l'Istat, infatti, il valore aggiunto è cresciuto a livello nazionale del 3,4%, nelle province del centro del 3,9%, in quelle del nordest del 3,4% e in quelle del nordovest del 2,4%. Dalla rilevazione dell'istituto di statistica emerge che il settore dei servizi rappresenta un importante fattore per la crescita economica in tutte le aree del paese, ad eccezione del Mezzogiorno dove è l'agricoltura a segnare una dinamica particolarmente vivace (+9%) e in controtendenza rispetto alle altre aree, in cui mostra invece andamenti negativi. Anche per l'industria la performance migliore si ha nel Mezzogiorno (+2,7%), mentre per i servizi è il centro a presentare la crescita più elevata rispetto al valore medio nazionale (+4,8% contro il +4,2%). All'interno delle macro-aree, inoltre, le singole province evidenziano risultati piuttosto differenti, influenzati anche dalle rispettive vocazioni produttive. Quanto invece all'andamento del valore aggiunto nelle 103 province, per 62 di queste la crescita è maggiore o uguale alla media nazionale. Delle cinque province più virtuose quattro sono nel Mezzogiorno (Enna +11,9%, Catanzaro +9,2%, Catania +8,9% e Trapani +8,8%), mentre l'altra appartiene al centro (Frosinone con un +8,9). Sul fronte opposto, le quattro macro-aree presentano almeno una provincia (due il centro) con tassi di variazione negativi del valore aggiunto: Grosseto (-1,5%), Matera (-0,7%), Belluno e Lodi (-0,5%), Massa-Carrara (-0,3%).

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