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La raccolta assicurativa favorita dagli investitori. Chiesta maggior assistenza agli intermediari finanziari

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Nonostante gli scandali e i crac si manifestano segnali di ripresa: a fine 2003 la crescita è stata del 12%, superando i mille miliardi Risparmio gestito, il mercato si risveglia

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000miliardi di euro. Una crescita che, secondo gli esperti, continuerà con tassi superiori al 10%. A trainare la ripresa è il settore assicurativo: previste crescite del 15% nel corso del 2004. Fra le diverse forme di investimento la raccolta assicurativa continua ad essere dunque la favorita dagli investitori. Ma questi dati incoraggianti non sono sufficienti a far tornare la fiducia degli investitori, che chiedono maggiore assistenza agli intermediari finanziari. È quanto risulta da uno studio di «BancaFinanza», mensile diretto da Angela Maria Scullica, che ha realizzato un dossier sul mercato finanziario. Le attività finanziarie del settore privato italiano muovono 2.500 miliardi di euro e per il 2004 è prevista una crescita di oltre il 7%. Un risultato positivo che si lascia definitivamente alle spalle la flessione subita nel corso del 2002. Gli strumenti e i prodotti a disposizione degli investitori sono molteplici. Forme tecniche tradizionali della raccolta bancaria, come i depositi in conto corrente, rifugi per il piccolo risparmio, come i depositi postali e strumenti innovativi come i discount certificaties, gli equity protection e le obbligazioni strutturate. Ma la vera palma d'oro spetta alle assicurazioni. La raccolta assicurativa detiene ancora il primato delle preferenze, tanto che le riserve tecniche assicurative dovrebbero crescere di quasi il 15% nel corso del 2004, contro poco più del 9% delle gestioni patrimoniali e dei fondi comuni. Non solo, i ricavi conseguiti con la distribuzione delle polizze, che già incidono per oltre il 22% dei ricavi da risparmio gestito dalle banche italiane, dovrebbero crescere mediamente di oltre l'8% nei prossimi tre anni. Riprendono gli investimenti, ma dopo i crac finanziari degli ultimi tempi il rapporto tra banche e investitori resta critico. Se i numeri dimostrano che gli investitori si stanno riavvicinando al mercato, il fattore fiducia resta ancora un tabù.

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