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Giudizio universale

La destra che non riesce a essere tale si aggrappa al nazionalismo

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C’è un cretino tra i queruli – e si riconoscerà – che scambia «l’universalità» col «sovranismo». La destra che non riesce a essere tale – un orizzonte di valori – si aggrappa al nazionalismo che non offre rifugio solo ai gaglioffi, ma anche ai traditori. Pietro Badoglio – il generale dell'8 settembre – era, infatti, un «nazionalista». Berto Ricci – il maestro di Indro Montanelli – era, invece, un patriota. La maturità della destra si misura proprio su questo. E non a caso la rivista di Ricci aveva per testata “L’Universale” dove la sovranità non riguarda l’ottusa fissità del Bar Sport – l’America first di turno, o giù di lì – bensì la terra dei padri che è sempre un processo di vita, di fecondazione, d’innesti e di viaggio, appunto: «Eroi, santi, navigatori, inventori…».

C’è più Italia fuori dai confini che dentro le tasche di Roberto Fico, e si dà civiltà quando un’identità vive nell’universo mondo. Motivo per cui – gentile cretino – se questo governo «più a destra di tutti i tempi» va ai fondamentali, davvero torna il primato della politica. Dove si onora la sovranità. E si dismette il sovranismo, buono al più per la propaganda. E i rutti.

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