Fissazione e malattia
Che schifo questa campagna elettorale e però, dato che tutto torna alla guerra civile, torna utile un dettaglio di pochi giorni fa. Lo ha evidenziato su queste pagine, Massimiliano Lenzi: il presidente della Repubblica che nella giornata delle Foibe fa la sua tiritera antifascista. Buon per lui: la fissazione, si sa, è peggio della malattia. Sergio Mattarella fa tutto il contrario, lui che è un cosiddetto cattolico adulto, di quello che ebbero a fare un comunista come Luciano Violante – da presidente della Camera ebbe un pensiero di conciliazione per i ragazzi della Repubblica Sociale – o un grande protagonista del socialismo quale fu Bettino Craxi: portò la propria famiglia a Giulino di Mezzegra per deporre dei fiori dove furono trucidati Benito Mussolini e Claretta Petacci. Che schifo queste giornate di odio fratricida in data 2018 e il dettaglio squilla perché pare non ci sia altra ossessione. Perfino Berlusconi è costretto a dichiararsi antifascista davanti al microfono di Bianca Berlinguer e Giorgia Meloni, aggredita come in un antipasto per i prossimi triangoli della morte, sveglia l'istinto ai padri costituenti: uccidere un fascista non è reato. Ancora una volta così, Presidente?
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