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Il ritorno del Bagaglino: sfilata di vip per la Presidente Valeria Marini

Il ritorno del Bagaglino: sfilata di vip per la Presidente Valeria Marini

Più che il rude Matteo Salvini che armato di clava vuole bastonare Vladimir Putin (ribattezzato Sputin) dopo l'affaire rubli che gli ha fatto "perdere consensi e elettori", a "spaccare" e suscitare grandi applausi e risate è Giorgia Meloni. Vulcanica, irrompe sul palco con il suo verace accento romano e si presenta con la canzoncina-parodia rap che sta spopolando dopo il suo discorso a San Giovanni. "Sono Giorgia, sono una donna, sono una mamma, genitore uno, genitore due". Ma il pubblico va in delirio quando arriva in mini dress di paillettes Barbara D'Urso col suo grido di battaglia "Siamo sotto testata giornalistica col cuoreeee". La vera rivelazione dello spettacolo "La Presidente - Valeria Marini eletta al Quirinale", che ha debuttato ieri sera al Salone Margherita, è proprio l'attrice Morgana Giovannetti. E' lei che sullo storico palcoscenico del Bagaglino veste i panni della Meloni e della D'Urso, alle quali consiglio vivamente di andare a teatro per guardarsi come in uno specchio. "Faccio cascare Governi, faccio apparire la Madonna e qualcuna la faccio pure diventare Santa", cinguetta la simil-Carmelita mentre il pubblico si sbellica per la somiglianza soprattutto della voce e della gestualità. Finché la Marini non le consiglia la clinica "Mens Sana": "L'ultimo che ci è stato è entrato che era Napoleone ed è uscito che era Matteo Renzi!".

Meno incisive le gag della Capitana della "Sea Wach" che ha sfidato Salvini Carola Rackete coi suoi dreadlocks appicciosi e di Greta Thunberg, zuccotto, treccine e il consueto impermeabile giallo, look che tanti meme sui social ha scatenato. Siamo al 27 gennaio 2022 e si verifica un fatto del tutto inatteso. E’ scaduto il mandato presidenziale di Sergio Mattarella. E viene eletta al suo posto per la prima volta nella storia della Repubblica italiana una donna. Anzi, una primadonna: Valeria Marini. Sì, proprio l'iconica stella bionda più amata dagli italiani, la Marilyn di casa nostra, finta svampita dal carattere d'acciaio e una volontà di ferro su un corpo che fa sognare. L’ipotesi, forse estrema ma non impossibile, è alla base del nuovo show di satira politica condito da balletti e canzoncine ideato e diretto dal mitico Pierfrancesco Pingitore, Ninni per gli amici, e prodotto da Nevio Schiavone, che sarà in scena fino al 23 febbraio 2020.

Valeria nostra è la protagonista nei panni del Presidente della Repubblica e arriva al Salone Margherita che si sta affollando di volti noti e soliti prezzemolini a bordo di una macchina presidenziale con tanto di bandierine tricolori che sventolano, tra il tripudio di flash che la attendono al varco. Il suo fidanzato giovane e bello che ora le fa anche da manager, Gianluigi Martino, la accoglie con i suoi occhioni azzurri e un fascio di rose bianche. Valeria, che ha mietuto successi al cinema, sul palcoscenico e in televisione, che si è spiaggiata più volte sull'Isola dei Famosi, si è chiusa nella Casa del "Grande Fratello Vip" così come è entrata in versione dominatrix armata di frusta nella gabbia delle tigri in un indimenticabile "Reality Circus", è qui nel suo ruolo più importante: quello di un capo di Stato in gonnella. E, sul palco, sulla poltrona rossa, inizia a ricevere i grandi della Terra: Donald Trump, Vladimir Putin, Angela Merkel. Ma anche quelli di casa nostra come Giuseppe Conte che sogna un Conte-ter ma si vedrà fregare il posto da Maria de Filippi, prima Premier donna che metterà su un Governo tutto al femminile con tanto di Mara Venier e Federica Pellegrini in improbabili ministeri.

E poi, ecco irrompere Giggino Di Maio che non azzecca un verbo e una consecutio, Beppe Grillo che appella Matteo Renzi con un "Vai sempre per boschi?" per poi definirlo "il modello di Collodi per Pinocchio". A smistare il traffico nella stanza presidenziale, il sempre simpatico e professionale Martufello nei panni del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica. La Presidente per ciascuno ha una parola o una canzone da offrire, mentre sotto i suoi occhi i grandi-piccoli politici nostrani litigano e si insultano come ogni giorno.

Tutti bravi gli attori storici del Bagaglino: Mario Zamma, Morgana Giovannetti, Enzo Piscopo e Manuela Villa (che si sdoppia anche davanti a Sputin in Albano e Romina: lui ha l'ugola possente, lei è svociata). Tornano anche Graziella Pera alle scenografie, Maurizio Tognalini ai costumi, Evelyn Hanack alle coreografie.

L'unico politico che ieri sera ha avuto il coraggio di presentarsi in sala è stato Andrea Ruggieri di Forza Italia, in compagnia della sua sempre bombastica Anna Falchi.

Arrivano tutti: ecco Monica Setta, Alda D'Usanio, Franco Nero, Giancarlo Magalli insieme a una giovane attrice di nome Sabrina, Beppe Convertini, Valeria Fabrizi con la figlia Giorgia Giacobetti sedute vicino a un Silvan talmente ceramicato che sembra un pischello. E ancora, Lisa Marzoli e il marito Francesco, Garrison, Giusas Casella, Gioia Scola con Claudia Arcara, Eva Grimaldi e Imma Battaglia, Enzo Salvi, gli storici autori tv Ugo Porcelli e Carla Vistarini, il produttore tv Nando Moscariello. C'è anche Vittorio Cecchi Gori ad applaudire la sua ex storica, scortato dal press office Emilio Sturla Furnò.

"Bello spettacolo, meglio di così non potevano fare", dice Vittorione alle telecamere di "Applausi" di Gigi Marzullo che da gran divo arriva a spettacolo iniziato insieme alla moglie Antonella. C'è tutto il cucuzzaro presenzialista a sperare di sedersi in prima fila. Ecco Antonella Salvucci, Jimmy Ghione e la sua Daria, Patrizia e Giada de Black con Renato Balestra, la marchesa Dani del Secco d'Aragona, Stefania Orlando, Nicola Canonico, Ivan Rota, Marcello Cirillo, Chantal Sciuto e Tiziana Rocca, Marco Pasqua de "Il Messaggero", Josephine Alessio con Francesca Anastasia Sublime e il prode Enrico Lucci con le telecamere di "Quelli che il calcio": non poteva mancare a stuzzicare la sua amica Valeria, che sul finale appare avvolta in un abito tricolore.

Applausi, complimenti finché Pingitore, chiamato a gran voce, sale sul palco per i saluti finali. "Sono anni che faccio satira politica ma non ho mai visto un periodo buio e schifoso come questo, con una Roma così sporca e decadente", dice Ninni dispiaciuto. E allora, meglio riderci su!  PS. Grande assente Pamela Prati: invitatissima non si è fatta vedere.

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