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Gli imperdibili 2012 Dalla vita della Mahler al romanzo di Piperno

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Ecioè la biografia di quello che fu chiamato il Cancelliere di Ferro: Otto Eduard Leopold von Bismarck. Firmato da Jean-Paul Bled, docente alla Sorbona, il libro ("Bismarck", pp. 240, euro 23) può ben inaugurare il 2013, facendoci riflettere sulla complessa figura del padre dell'unificazione germanica, diventato "oggetto di culto" al pari di un altro tedesco: l'imperatore Federico II di Svevia. C'è un "filo rosso" che collega i loro sogni di grandezza? La Germania di Hitler può essere "spiegata" anche grazie all'azione del Bismarck? E in Angela Merkel non è che ogni tanto si faccia sentire qualche fremito "identitario"? Dalla biografia all'autobiografia. Parliamo di "La mia vita" di Anna Mahler-Werfel (Castelvecchi, pp. 354, euro 22), una donna bella e intelligente, inquieta e vorace, che si portò a letto il Gotha della Mitteleuropa, visto che fu sposa - infedele - del compositore Gustav Mahler, dell'architetto Walter Gropius e dello scrittore Franz Werfel. E nel mezzo, beninteso insieme a tanti altri, dobbiamo metterci due amanti di eccezione come i pittori Gusav Klimt e Oskar Kokoschka che la immortalò in ritratti che gireranno il mondo e che, sedotto e abbandonato, si fece costruire una bambola, a immagine e somiglianza della Fedifraga. Se con Bismarck e la Mahler il 2012 ci ha offerto due personaggi ad alto tasso di fascinazione, nonché, nel loro rispettivo "ambito", contraddittori e problematici, eccone un altro che, da quando Adelphi lo ha rilanciato con due "classici" come "Kaputt" e "La pelle", si sta prendendo la sua bella rivincita. Alla faccia dei detrattori, Curzio Malaparte (il "maledetto toscano" per eccellenza, che in realtà si chiamava Kurt Suckert, di purissime origini germaniche), è tornato ad imporre la sua presenza come uno degli "interventisti della cultura" più significativi del Novecento, grazie al suo debordante, narcisistico estro creativo. Se non l'avete ancora fatto, dunque, vale la pena leggere la documentata biografia che gli ha dedicato Maurizio Serra ("Malaparte. Vite e leggende", Marsilio, pp. 587, euro 25), i ricordi, coloriti e curiosi, grazie ai quali il pittore Orfeo Tamburi, fa rivivere l'amico e il personaggio ("Malaparte come me", Le Lettere, pp.105, euro 14) e uno dei romanzi meno noti ma forse più suggestivi dell'Arcitaliano e cioè "Il ballo al Kremlino", un insolente ritratto della "nobiltà marxista" alla fine degli anni Venti (Adelphi, pp. 417, euro 22). Ma quali sono stati i romanzi più "belli" del 2012? Bè, restando a "casa Adelphi", vale la pena far ponti d'oro a due autori come Georges Simenon ed Irène Némirovsky, l'uno e l'altra capaci di sondare l'animo umano, tutto mettendo a nudo del groviglio di passioni, interessi, contraddizioni che vi si annida. E che va affrontato con implacabile "pietas". Nel senso che la "comprensione" non fa sconti. E i rispettivi intrecci de "Il destino dei Malou" di Simenon (pp.200, euro 18) e de "I falò dell'autunno" della Némirovsky (pp. 238, euro 18)- storie in cui il dolce e l'amaro della vita penetrano ogni pagina - ce ne danno ampia conferma. A inizio d'anno, tanto per prepararci alla fine del mondo, che, come avete potuto constatare, è stata rinviata a data da destinarsi, Adelphi aveva proposto un bel "thriller metafisico": "Il Maestro del Giudizio Universale" di Leo Perutz (pp. 191, euro 18). Andate a cercarlo in libreria: vale la pena lasciarsi avvolgere nell'atmosfera di una angoscia "di rango". Quella che caratterizza i romanzi di un autore di "thriller", Maurizio De Giovanni, che ha esordito nel 2005 e si va sempre più segnalando per la raffinatezza delle sue tessiture "nere" nello scenario della Napoli anni Trenta. Davvero ci auguriamo che De Giovanni abbia tutto il riscontro che merita per aver creato un tipo così insolito come il commissario Ricciardi: un uomo di legge segnato da uno strano destino, una sorta di dono/maledizione. E cioè quello di "vedere" e di "sentir parlare" i morti ammazzati: fantasmi insanguinati - nell'ultimo caso si tratta di una bellissima prostituta soffocata con un cuscino nell'esclusivo bordello"Il Paradiso" ("Vipera", Einaudi, pp. 304, euro 18) - che gli appaiono nel luogo in cui si è verificato il delitto, "svelando" gli ultimi istanti della loro vita, le ultime parole pronunciate, l'ultimo "sguardo" rivolto al mondo e offrendo così all'indagine un insolito, inquietante contributo. Un altro autore "nuovo" e che merita esercizi di ammirazione è Andrea De Consoli: il suo Pasquale Benassia - meridionale, operaio, fascista, folle, furioso e sognatore: un concentrato esplosivo di allucinazioni e frustrazioni nella Torino anni Settanta - è una invenzione/provocazione di grande intelligenza ("La collera", Rizzoli, pp. 232, euro 18,50). E tra i best-seller con tanto di aureola? Bè, un libro che "resta" è indubbiamente "Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi" di Alessandro Piperno (Mondadori, pp. 350, euro 20), Premio Strega 2012. La storia dei fratelli Filippo e Samuel Pontecorvo - epica domestica, dramma, tragedia, farsa, continuo incontro/scontro, complice e derisorio, con le radici ebraiche - è un "gioco di ruolo" dove i due rischiano di perdersi tra gli "specchi" e gli "scambi" della vita e dove, alla fine, si ritrovano. Appunto, e più di prima, inseparabili.

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