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«Reality» e «Dracula 3D» i titoli italiani più amati

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Unsuccesso, quindi, nonostante la crisi, mentre a presidiare il campo fino all'ultimo sono rimasti solo i venditori dei film che tra un paio di giorni si contenderanno la Palma d'oro e i rappresentanti degli istituti nazionali di promozione. Le cose sono andate bene a Harvey Weinstein, il tycoon del cinema americano tra arte e spettacolo che ha fatto incetta di titoli, e all'italiana Lucky Red, che ha soprattutto comprato progetti, garantendosi per il prossimo anno un listino di grandi star (tra cui l'ultimo film di Sofia Coppola e la pellicola su Grace Kelly interpretata dalla Kidman). Più defilata la BIM di Valerio De Polis che qui ha comprato «Hunt» di Thomas Vinterberg, ma che spera, grazie a una serie di titoli già in portafoglio da tempo, di ripetere l'exploit di avere in tasca la Palma d'oro 2012. Per la prima volta, dopo molto tempo, i venditori italiani si sono affacciati al Marché du Film con titoli di richiamo come «Cesare deve morire» dei Taviani (Rai Trade), «Dracula 3D» di Dario Argento (Filmexport), «Posti in piedi in Paradiso» di Carlo Verdone (Intra Movies) e «Reality» di Matteo Garrone (Fandango). Ma la vera novità di questa edizione sono i fondi d'investimento che hanno dominato il mercato dei progetti: capitali freschi di provenienza americana, tedesca, cinese, araba sono entrati di prepotenza nelle strategie di produttori e distributori. Il rischio però è che, mirando al ritorno economico, questi finanziamenti subiscano l'onda delle mode e dei gusti del momento. In ogni caso è una vera boccata d'ossigeno di cui sembrano approfittare soprattutto le compagnie americane medio/piccole e alcuni soggetti europei come l'italiana Moviemax, la tedesca Beta, gli arabi di Imagination. In Italia questo ruolo per ora ricade in particolar modo sulle film commission regionali che gestiscono fondi pubblici per lo più in servizi. Una realtà piccola ma che ha ossigenato la produzione in attesa degli effetti del tax credit. La collaborazione culturale tra l'Italia e la Francia è ripresa di gran lena in questi ultimi tempi. Ne è prova anche la confermata attività dell'Atelier Farnese, costituito nel 2009 per favorire lo scambio di copioni e progetti tra le due cinematografie. Quest'anno è la Corsica a sostenere l'iniziativa che presenta oggi con il responsabile italiano Francesco Martinotti, i tre nuovi copioni su cui stanno lavorando autori italiani e francesi. A selezionarli una giuria presieduta da Jean-Claude Carrière e Andrea Occhipinti della Lucky Red. Din. Dis.

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