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I sulfurei gironi nel Palazzo

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Già,quel Baffo Spento post-comunista, che con la sua "gioiosa macchina da guerra" avrebbe dovuto distruggere il castello - ovviamente di plastica - costruito da Berlusconi per le elezioni del 1994 e che invece finì sotterrato dalla vittoria del Cavaliere. Con maligno gaudio di un altro Baffo, stavolta d'Acciaio, e cioé Massimo D'Alema che però, oggi come oggi, e pur con tutta la spocchia che lo accompagna come una rossa nuvoletta, non è che rappresenti l'atteso alfiere del riscatto progressista dopo le disavventure di Prodi, Veltroni, Franceschini, Bersani. Ecco, la domanda che contrassegna «Tipi sinistri», l'ultimo libro di Giampaolo Pansa, è proprio questa: esiste ancora la sinistra in Italia?. «Sembra di sì - l'autorisposta - e non so dire se sia un bene o un male. Qualche amico proverà orrore perché oso scriverlo e penserà che abbia davvero cambiato campo. Ogni tanto qualcuno mi accusa: Pansa, sei diventato di destra. Di solito sono i signori che non hanno digerito i miei libri revisionisti sulla guerra civile». Ma insomma, la sinistra ha un futuro? Perché la destra è a pezzi, ma la sinistra non sta meglio. E, al momento, è costretta ad arrostire nei gironi infernali in cui Pansa l'ha collocata. Da quanto sappiamo, il giornalista e scrittore monferrino non va più a votare, schifato come tutti dalla politica politicante che dà ragione all'antipolitica; da quanto lui stesso ci dice, però, in passato ha votato a sinistra, per i socialisti, per i comunisti, per i radicali. Dunque, non ha pregiudizi nei confronti di quello che, idealmente se non ideologicamente, resta il suo mondo: ma siccome lo conosce, si sente legittimato a dare dei giudizi. Ragion per cui, chiedendo il permesso a Dante, ha creato, con una vena di ridente perfidia, ma sempre in punta di diritto ("a ciascuno il suo"), dei gironi per collocarvi i tipi sinistri o, se preferite, i sinistri di tutti i tipi: ci sono così gli Invincibili, gli Sconfitti, i Superstiti, gli Isterici, gli Apprendisti, gli Indignati, i Bolliti, i Dispersi, i Rinati, gli Inguaiati. Il piacere di scoprire dov'è Tizio e dov'è Caio non ve lo togliamo: a voi, dunque, la lettura del Profano Poema. C'è da divertirsi. Mario Bernardi Guardi

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