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di Dina D'Isa Torna sul grande schermo in 3D, e in contemporanea in tutto il mondo, l'eroe greco Perseo che si batte contro i terribili mostri della Grecia Antica e gli dei dell'Olimpo.

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Diecianni dopo la sconfitta del mostruoso Kraken, Perseo (Sam Worthington) cerca di vivere tranquillo in un villaggio di pescatori, crescendo da solo il figlio di dieci anni, Helius. Ma il caos e la distruzione totale incombono, la situazione per gli dei dell'Olimpo è peggiorata, gli uomini non credono più in loro e pregano sempre meno. Senza la devozione dell'Uomo, gli dei stanno perdendo i loro poteri e non sono più in grado di contenere i Titani, guidati da Kronos, il padre di Zeus (Liam Neeson), Ade (Ralph Fiennes) e Poseidone (Danny Huston). Il triumvirato aveva rovesciato il loro potente padre molto tempo fa, imprigionandolo nei cupi meandri del monte Tartaro. Nel tentativo di rovesciare Zeus, Ade e Ares (Édgar Ramírez) stringono un accordo con Kronos e, per evitare che riescano nella loro impresa, la regina Andromeda (Rosamund Pike), il semidio Agenore (Toby Kebbell) ed Efesto (Bill Nighy) chiedono aiuto a Perseo, che si lascia coinvolgere in un'insidiosa missione per sconfiggere i Titani, salvare Zeus e l'umanità. Come capita spesso nei film americani, anche stavolta la storia è stata modificata: Arcisio nel film decide di condannare Danae e Perseo per "disonore" e viene in seguito castigato e ucciso da Zeus. Nel mito invece, Acrisio condanna Danae e Perseo dopo aver udito una profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso dal nipote. Nella mitologia il Cètos (e non Kraken, nome di un mostro scandinavo) era simile a un dragone, che poi Perseo uccise con un colpo di spada per salvare Andromeda. Qui il Cètos somiglia a una sorta di mostro della laguna nera, ucciso con lo sguardo di Medusa. Zeus non aiutò in alcun modo Perseo nel mito, anzi non comparve mai più nelle vicende del giovane: il re dell'Olimpo non si curava dei moltissimi figli avuti con donne mortali (eccezion fatta per Ercole). Dopo aver abbandonato l'idea del combattente greco pieno di gel e con vestiti sfavillanti alla Kirk Douglas nel film «Spartacus» di Kubrick (1960) e dopo aver descritto gli spartani di Leonida come campioni di body building in «300», Hollywood ritorna a raccontare un'altra favola greca, commettendo errori storici grossolani e mostrando di nuovo poca conoscenza della materia. Così, nella saga dei Titani, la spada immortale, che nel film è regalata da Zeus, in realtà viene donata da Ermes. Ma di errori nei film storici ne è costellata tutta Hollywood. Dal Robin Hood di Kevin Costner che fugge dai turchi durante le crociate alle monete usate nel film «Troy», un'epoca in cui il conio non era ancora stato inventato. Sebbene le gesta de «Il principe dei ladri» siano al confine tra storia e leggenda, il regista ha fatto fuggire Robin Hood dai mori e gli ha fatto uccidere il temuto sceriffo di Nottingham: due episodi che, nonostante le diverse versioni della storia di Robin Hood, non erano mai state raccontate. L'ironia è che Hollywood si vanta che i film siano basati su storie vere, come nel caso di «Troy», il kolossal con Brad Pitt. La storica Bettany Hughes svelò all'epoca dell'uscita del film un clamoroso errore: «I defunti in abiti greco-romani vengono cremati con le monete sugli occhi. Ma le monete non erano ancora state inventate». È fin troppo noto, inoltre, l'orologio al polso di Charlton Heston in «Ben Hur». Fuori tempo anche i tatuaggi che sfoggiavano i soldati ne «Il Gladiatore» di Ridley Scott: all'epoca erano conosciuti solo in Tracia. Gli errori più gravi sono però quelli di avere attribuito a Marco Aurelio la volontà di tornare alla Repubblica, mentre Commodo, figlio dell'imperatore, non morì certo ucciso da Massimo nell'arena, ma strangolato dalle sue guardie. Altra svista le staffe, che in Occidente arrivarono più tardi, mentre i gladiatori non affrontavano certo le belve feroci: quello era il compito dei venatori. Inoltre nella Roma ricostruita al computer, vicino al Colosseo appare un lago, quello della Domus Aurea: peccato fosse però di un altro imperatore, Nerone; questo lago venne infatti prosciugato proprio per la costruzione dell'Anfiteatro Flavio, il Colosseo. That's Hollywood!

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