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Celentano dà tutto ai poveri

Adriano Celentano (S) con Gianni Morandi

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«Noi il nostro Tevez lo abbiamo ingaggiato. E si chiama Adriano Celentano». Altro che Galliani e la sua rincorsa all'argentino del Manchester City. Il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, non nasconde il suo entusiasmo per il lieto fine del caso Celentano. E non solo perché il Molleggiato sarà in carne e ossa sul palco dell'Ariston. Anche perché le polemiche nate attorno al suo ingaggio stratosferico si sono rivelate a favore della Rai. Celentano/Tevez ha fatto il colpo di tacco, annunciando che l'intero compenso (350 mila euro a serata) sarà interamente devoluto in beneficenza. Fino all'ultimo euro e le modalità le ha decise lo stesso Molleggiato, come ha spiegato il direttore artistico del Festival. «Celentano ha contattato sette sindaci - spiega Gianmarco Mazzi - quelli di Verona Tosi, di Milano Pisapia, di Firenze Renzi, di Roma Alemanno, di Napoli De Magistris, di Bari Emiliano e di Cagliari Zedda e ha chiesto loro di segnalargli i nomi di famiglie in condizioni di assoluta povertà. Se percepirà 350 mila euro, ne destinerà 100 mila a un ospedale di Emergency e 250 mila a 13 famiglie; nel caso di 700 mila euro di compenso, 200 mila andranno a due ospedali di Emergency e 500 mila a 25 famiglie; gli eventuali 50 mila euro in più consentiranno di portare a 27 il numero delle famiglie aiutate. Celentano si farà carico anche di tutte le tasse che in Italia gravano sulla beneficenza». Quando l'ex ragazzo della via Gluck sarà a Sanremo, «consegnerà a un notaio una busta con un documento che contiene i nomi delle famiglie e dei sindaci che le hanno indicate; la consegna del denaro sarà fatta dagli stessi sindaci in forma privata, ma alla presenza di una persona di fiducia, forse Claudia Mori o io o Morandi», conclude Mazzi. Insomma questa volta Celentano fa sul serio e, sebbene la firma sotto il contratto ancora non c'è, a questo punto è solo questione di ore. Gianni Morandi, Rocco Papaleo e Ivana Mrazova saranno in buona compagnia nella conduzione della 62 edizione del Festival della canzone italiana. La prima serata del martedì sarà aperta da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu che, in segno di continuità con la scorsa edizione, «introdurranno» Gianni Morandi. Per la seconda serata, dal festival 2011 arriveranno Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, mentre i Soliti idioti Mandelli e Biggio hanno fatto sapere di non poter essere all'Ariston perché impegnati nella preparazione del nuovo film («I due soliti idioti»). Resta da capire chi ci sarà al posto loro, oltre al deejay Martin Solveig che ha realizzato l'ultimo disco di Madonna. Star femminile della terza serata del giovedì, dedicata alla musica che ha fatto grande l'Italia nel mondo, sarà Federica Pellegrini. Quanto al caso della vedova di Lucio Battisti, che aveva diffidato l'organizzazione del festival dagli omaggi di Emma e Noemi al grande cantautore, Gianmarco Mazzi ha spiegato di essersi «informato con l'avvocato Assumma: non si può impedire di cantare un brano per metà in italiano e per metà in inglese, affidandolo a un duetto tra un artista italiano e uno straniero. Ho chiesto comunque alla vedova Battisti una lettera: se arriverà sarà Morandi a leggerla. Se non arriverà, chiederò alla Rai di andare avanti». Sempre per la serata del giovedì è confermato, invece, l'omaggio di Morandi a Modugno e a Giancarlo Bigazzi. La quarta serata di venerdì si aprirà con David Garrett, violinista anglo-tedesco, che si esibirà su musiche dei Nirvana ballate da Simona Atzori sulle coreografie di Daniel Ezralow. Ci saranno anche Alessandro Siani, campione di incassi al cinema con Claudio Bisio in «Benvenuti al nord», e Sabrina Ferilli. Per la finale di sabato 18 febbraio arriveranno all'Ariston Geppi Cucciari e i Cranberries. Sul fronte dei big in gara restano, invece, «sub iudice» i casi dei brani di Chiara Civello, «Al posto del mondo» e di Gigi D'Alessio e Loredana Bertè, «Respirare». «I nodi - spiega Ludovico Di Meo, vicedirettore di Raiuno - saranno sciolti entro la settimana. Il caso Civello è molto più complicato». «In ogni caso - conclude Mazzi - gli artisti che venissero esclusi non sarebbero sostituiti».

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