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L'Isola dei famosi cambia la diva ma ricicla i naufraghi

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Traqualche mese dovremo fare i conti con i naufraghi. Ancora una volta. E non quelli di qualche bel romanzo d'avventura firmato da Stevenson o Conrad, ma quelli meno evocativi dell'Isola dei famosi. L'addio di Simona Ventura al format di Raidue ci aveva fatto sperare nell'abbandono definitivo del reality. Come al solito, siamo stati degli inguaribili ottimisti. Mamma Rai è tornata alla carica e in primavera ci propinerà in prima serata la nona edizione del programma. Questa volta la prima donna sarà Paola Perego, vecchia conoscenza dei reality, avendo condotto la prima edizione de «La talpa». Al suo fianco, per la prima volta, ci sarà un'altra donna nella veste di inviato. Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Il vecchio adagio dell'aritmetica non sbiadisce mai. Neppure quando si parla di televisione. Ecco perché nessuno sentiva la mancanza di seguire pseudo avventure sentimental-sociologiche ambientate in più o meno improbabili paradisi esotici. Palme, glutei in bella vista e noci di cocco non possono colmare il vuoto di una tv che non riesce a rinnovarsi davvero. La formula dell'Isola dei famosi è logora, soprattutto se, come quest'anno, riesumerà vecchi concorrenti, già visti alle prese con spiagge tropicali e precoci dimagrimenti provocati da stenti alimentari. Secondo le prime indiscrezioni, i riflettori di Raidue si dovrebbero accendere ancora su Aida Yespica, Cristiano Malgioglio e Adriano Pappalardo, che fu già protagonista della prima stagione del format. Con tutto il rispetto, più che all'Isola dei famosi ci sembrerà di assistere all'Isola del «vorrei ma non posso». Personaggi che hanno vissuto una stagione di celebrità ormai tramontata da tempo. Qui e là cercano di riciclarsi, ma con scarso successo e convinzione. Il format è obsoleto e risulta meno incisivo dello stesso Grande Fratello. Nonostante tutto, il reality di Canale 5 può contare sulla freschezza di concorrenti dichiaratamente sconosciuti e portatori, dunque, dello slancio del sogno. In entrambi i casi, però, vale la bocciatura senza se e senza ma della finta tv verità. Programmi che sembrano raccontare la cronaca ma che risentono delle scelte narrative di autori più che scaltri. Forse all'Isola dei famosi consiglieremmo di rimettersi in discussione. Almeno un po'. Sono in molti a chiedere il coinvolgimento dei politici, tentazione mai sopita da parte di molte firme televisive. In quel caso ci sarebbe certamente più verità, più divertimento per i telespettatori e, magari, anche più utilità. Conoscere da vicino chi siede in Parlamento, ci permetterebbe di essere più consapevoli nella scelta dei rappresentanti. Provocazione o no, una cosa è certa. La tv che fino a 10 anni fa sembrava un esperimento, oggi ha il sapore stantio di una minestra riscaldata.

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