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<br /> Le storie migliori, si sa, si raccontano in cucina, mentre le pentole si arroventano sul fuoco, il vino colma i bicchieri e il cibo diventa una promessa da assaporare.

.Quella che racconta Ilaria Beltramme in «Magna Roma - 101 ricette per cucinare a casa i piatti della tradizione romana» (edizioni Mondadori, pagine 216, euro 16.90) è invece la città dei carrettieri a vino, dei macellai, dei pescivendoli del Portico d'Ottavia, dei burini che arrivavano da fuori con le loro pietanze, del Mausoleo di Augusto piantato a lattuga e dei tanti orti cittadini dell'anno Mille. «A Roma mangiare non è roba da femminucce», ma si scopre che i romani facevamo la fame, le rinomate pajate, le code alla vaccinara e altri piatti tradizionali erano in realtà specialità per i giorni di festa, proibitivi come pasti quotidiani. Ecco il libro che induce a cucinare e a leggere, insegnando antiche ricette e ricordando le segrete tradizioni romane.

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