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Salemme: "Ecco i falsari contro la crisi"

I tre falsari interpretati da Giuseppe Battiston, Vincenzo Salemme e Hassani Shapi

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"Il cinema è l'ultima bottega rinascimentale rimasta, qui mandiamo in corto circuito il mondo degli ultimi, operai giovani e licenziati, e quello elitario dell'arte contemporanea". Parola di Giovanni Albanese, artista d'arte contemporanea (quest'anno alcune sue opere saranno esposte alla Biennale di Venezia) e regista della commedia "Senza arte né parte", da venerdì distribuita al cinema da 01. Nel film, una sorta di banda degli onesti, dopo aver subito l'umiliazione del licenziamento in tarda età, decide di falsificare opere d'arte. A perdere il posto sono tre poveracci, Enzo (Vincenzo Salemme), sposato con Aurora (Donatella Finocchiaro), Carmine (Battiston) che vive con il fratello minore (Beranek) e Bandula (Hassani Shapi), immigrato indiano mite e sfruttato. I tre licenziati dal Premiato Pastificio Tamarro del Salento si ritroveranno a fare per quattro soldi i guardiani di un improvvisato museo di opere d'arte moderna. Di fronte a quei lavori costotissimi e bizzarri, almeno per un team di operai, come un quadro di Burri, l'Uovo di Piero Manzoni, la montagna di sale di Jannis Kounellis, il Plate Paintings di Julian Schnabel, i «tagli» di Fontana e il Baco da Seta di Pino Bacoli, scatta nella loro mente l'idea dell'imitazione. Sulla loro strada incontreranno - tra gli altri - un'esperta d'arte (Sonia Bergamasco), un contrabbandiere (Mahieux) e un noto gallerista non troppo onesto (Bruschetta). «Mi interessava raccontare questo cortocicuito dall'alto al basso e anche l'arte di arrangiarsi tutta italiana, ma sempre in maniera leggera e senza malinconia - ha spiegato Albanese che nel film prende anche in giro il mondi dell'arte, visto che le opere falsificate dai suoi protagonisti verranno battute all'asta per milioni di euro al posto degli originali, realizzati da Fontana, da Pascali e da altri grandi artisti - Credo che il mondo dell'arte accoglierà bene questo film, perché in fondo i personaggi trattano le opere d'arte con grande delicatezza e rispetto, e proprio l'arte li spingerà a tirar fuori la loro creatività. Ma il film è anche un modo per puntare il dito su situazioni reali, visto che le quotazioni di alcune opere sono ormai impazzite e a volte nelle aste si può assistere a situazioni più che bizzarre. Il mondo dell'arte lo conosco bene e non voglio insinuare che l'arte contemporanea valga poco, bensì che quelle opere che che sembrano semplici valgono in realtà molto dal punto di vista artistico ed economico perché viene premiata la genialità, l'unicità e la valorizzazione di un'idea unica. Per questi operai l'arte è invece soltanto un momento: dà loro coraggio, anche se alla fine vivranno con la sciroppata di melograno». Per Salemme sarebbe improprio «fare paralleli con "La banda degli onesti» si Mastrocinque con Totò. Lì, c'era un clima da farsa e qui invece da commedia, una commedia all'inglese alla Ken Loach, più realistica e meno da macchietta». Ma alla fine, come ne «La banda degli onesti» (film del 1956) i protagonisti non riescono nel loro intento truffaldino, ma sono ugualmente felici di tornare alla loro vita semplice, che risulta comunque arricchita dall'aver incontrato un mondo che ignoravano, quello dell'arte. «Se c'è un legame tra questo film e quello con Totò e Peppino - ha aggiunto Salemme - forse è proprio nella semplicità dei personaggi. In questa commedia mancano del tutto le esagerazioni e le forzature di Totò e Peppino che facevano di quella pellicola una farsa. la differenza è anche nel linguaggio utilizzato. Forse, se fossi stato io il regista avrei avuto più la tentazione di andare verso la farsa, ma la scelta di Albanese è stata quella di fare una commedia e io, da attore, ho ubbidito alle sue indicazioni». Salemme continua intanto a conquistare il suo pubblico anche a teatro con «L'astice al veleno» che ha incassato in cinque mesi e mezzo 2,7 milioni di euro. Mentre al cinema sarà ancora protagonista nel ruolo di un politico in uno degli episodi del prossimo film dei fratelli Vanzina (ideale seguito di «Ex»), le cui riprese inizieranno tra un mese. Solo l'anno prossimo l'artista tornerà dietro la macchina da presa per un film prodotto da Medusa che interpreterà e dirigerà.

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