La casa di Ringo vale una ruspa
Cosìil sottosegretario inglese all'Edilizia Grant Shapps. Anche se la palazzina cade a pezzi. Anche se è disabitata da tempo. Anche se il comune di Liverpool vuole demolirla per riqualificare l'intero quartiere popolare delle Welsh Streets. A volte il fanatismo del pop si scontra con la ragion di Stato e nel Regno Unito è in corso una guerra civile sul futuro del civico nove di Madryn Street. Lì il batterista dei Beatles è nato il 7 luglio 1940. Lì ha trascorso solo i primi tre mesi di vita. Prima che i suoi genitori si trasferissero al numero 10 di Admiral Grove. Lì Ringo Starr ha bevuto solo il primo latte materno e urlato i primi vagiti. Nessuna ispirazione. Nessun incontro profetico. Niente di niente. Per questo perfino l'English Heritage ha definito la casa «priva di qualsiasi interesse storico o architettonico». Insomma, al contrario delle case dove sono cresciuti Lennon e McCartney (entrambe proprietà del National Trust), non ha le caratteristiche per essere dichiarata «protetta». Non la pensa così Shapps che alza la voce: «Ringo è il batterista più famoso del mondo e la casa va salvata». E allora che dovrebbero dire Charlie Watts, Phil Collins o Max Roach. Le case dove sono nati le mettiamo tutte sotto vetro? E poi con l'emergenza abitativa che c'è in giro, scommettiamo che sulla catapecchia di Madryn Street non punterebbe una sterlina neanche Ringo Starr?
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