Pocoimporta se l'ha disegnata Corrado Mastantuono e non Dante Giocosa. La montagna ha partorito "il topolino" voluto da Benito Mussolini nel 1930. N'è passata d'acqua sotto i ponti da quando il Duce convocò il senatore del Regno d'Italia Giovanni Agnelli per informarlo della "inderogabile necessità" di motorizzare gli italiani con una vettura che non costasse oltre le 5000 lire. Modesta per tecnica e prestazioni, costosa venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato, è diventata poesia e simbolo dell'automobilismo allegro.
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