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Kubrick, il Leonardo del cinema

Kubrick in un autoritratto del '49

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Stanley Kubrick: uno dei registi più amati e famosi al mondo si divide tra mito e realtà. Da una parte i suoi film non fatti, il colossale «Napoleone», mai uscito dai suoi appunti, le presunte, fantascientifiche, riprese di un viaggio sulla Luna spacciato per vero. E dall'altra la realtà dei film, ognuno un piccolo capolavoro. Gli amanti del mistero e dei complotti hanno più volte sostenuto che l'uomo non è mai andato sulla Luna: tutta «fuffa» degli americani per mettere sotto scacco l'Unione Sovietica. E le riprese? Armstrong che posa il piede sul suolo lunare? La passeggiata intorno al Lem? Per i cultori dei complotti quel film l'ha girato lui, Stanley Kubrick, arruolato per l'occasione da un'organizzazione talmente segreta che la Cia, in confronto, è robetta da fiera di paese. Poi c'è il Kubrick vero, studiato nelle scuole, di cinema e non solo, che, ancora oggi, nel millennio dell'immagine digitale, lascia a bocca aperta per l'assoluta raffinatezza, tecnica e stilistica. A Stanley Kubrick, questa sera alle 21 il bel teatro Vascello di Monteverde Vecchio, a Roma, dedica una serata. Va in scena «K. Stanley Kubrick e l'immaginario», una lezione-spettacolo, ma forse anche un po' viaggio avventuroso nell'universo kubrickiano, a cura di Flavio De Bernardinis e Stefano Betti. Saranno proiettati, analizzati, commentati spezzoni di «Arancia meccanica» e «2001: Odissea nello spazio» che De Bernardinis, studioso del regista da oltre quindici anni, definisce «il film attorno al quale ruota tutta l'arte di Kubrick». Flavio De Bernardinis, docente del Centro Sperimentale di Cinematografia, autore di monografie su Nanni Moretti, Robert Altman e, naturalmente, Stanley Kubrick, è letteralmente ossessionato dall'opera del regista. «Lui era soprattutto un fotografo, che faceva cinema - spiega - Per lui il cinema erano fotografie in movimento. Ed era un regista, non un autore. Mentre gli autori con il cinema danno voce al loro mondo interiore, lui, Kubrick, il "director", mostra il mondo quale è. Kubrick faceva il cinema per il cinema, con la sua intelligenza, la sua cultura e il suo acume. Era il Leonardo da Vinci del cinema». «Ogni film - aggiunge De Bernardinis - è una piccola storia del mondo». E la leggenda? Il grandioso Napoleone mai fatto? «Per carità non parliamone - risponde - è già abbastanza difficile capire e interpretare quello che è stato fatto, lasciamo stare il non realizzato». In scena con De Bernardinis gli allievi del secondo anno della Link Academy di Alessandro Preziosi, che, con tutti gli altri, divide la passione per il cineasta. L'ingresso è gratuito. L'appuntamento di questa sera, promettono gli organizzatori, è solo il primo di una lunga serie sull'arte e la tecnica del grande maestro.

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