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Polanski, scende in campo Sarkozy

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.L'impressione è che la sua arte (grande per carità) questa volta non lo salverà. Il regista è agli arresti domiciliari in Svizzera, con gli Stati Uniti che fanno pressing sulle autorità elvetiche per l'estradizione. Ora è sceso in campo anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Polanski, di origine polacche, è cittadino francese e Sarkozy ha telefonato alla premier della Confederazione Elvetica, Doris Leuthard, per avere notizie sul caso. Quanto scottante la questione lo sintetizza una battuta di Gilles Jacob, presidente del Festival di Cannes: «C'è il regista e c'è il cittadino. Il regista è immenso... e il cittadino? Nessuno è al di sopra delle leggi». Polanski è accusato di aver drogato e violentato una tredicenne in una villa di Hollywood nel '77 e per questo reato gli Stati Uniti hanno chiesto l'estradizione. Ora è spuntata anche l'accusa dell'attrice inglese Charlotte Lewis che sostiene che il regista la prese con la forza a Parigi, 26 anni fa, quando lei era sedicenne. E le cose si complicano, visto che la Lewis, tre anni dopo, partecipò a un film di Polanski. Gli avvocati del regista smentiscono e minacciano querele, ma attorno al cineasta si sta facendo il vuoto. Il filosofo Bernard Henri-Levy è promotore di una petizione a suo favore, che alcune star del cinema hanno firmato. E proprio ieri da Cannes è sceso in campo Woody Allen, il quale ha affermato che tutta questa storia è «idiota, non ha alcun senso. Polanski è stato in carcere, poco, comunque ha pagato il suo debito». Ma c'è anche chi si è rifiutato di schierarsi in suo favore, come Michael Douglas, il quale non ha voluto firmare la petizione. «Ammiro infinitamente Roman che conosco - ha detto - ma non credo che come cittadino americano sia il caso di firmare una petizione in favore di qualcuno che ha violato la legge».

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