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I pigliatutto di fiction, teatro e cinema

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Vincenzo Bocciarelli dal cinema al teatro

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Mica vero che solo i divi d'oltreoceano sanno affrontare con disinvoltura palcoscenico e set. Anche noi abbiamo attori passepartout. Basta dare uno sguardo, inquesti giorni, al piccolo schermo e ai sipari della Capitale. Troveremo interpreti convincenti sul palcoscenico grazie a una specifica e irrinunciabile formazione, in quanto è fuori di dubbio che gli strumenti professionali necessari per un attore si acquisiscano solo in teatro, ma che non rinunciano al cinema di qualità e neppure alla fiction, un prodotto televisivo che in questi anni ha dimostrato di meritare dignità e rispetto. Eccoli, allora, i beniamini della tv e del cinema che si cimentano con il teatro. Ricorrono volentieri alla totale libertà espressiva e artistica del teatro per consolidare un rapporto più magico e diretto con i loro fans. Come non apprezzare il talento di Andrea Tidona, per esempio? Visto nelle serie più amate come «Il maresciallo Rocca», «Il commissario Montalbano», «Distretto di polizia», «Butta la luna», Nastro d'Argento come miglior attore protagonista de «La meglio gioventù», nonché interprete del magistrato Rocco Chinnici in «Paolo Borsellino» e di Giovanni Falcone ne «Il capo dei capi», a breve sarà di nuovo in televisione con la storia in due puntate dedicata a Pio XII. Fino al 25 aprile, però, si esibisce in carne e ossa in una prova virtuosistica al Teatro Dei Comici con un monologo polifonico intitolato «Edipo seh! Uno scherzo da Sofocle», in cui incarna i più famosi colleghi trapassati, come Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi, Tina Pica, Vittorio Gassman, Turi Ferro, Paolo Stoppa, Renzo Ricci ed Eduardo De Filippo, immaginando che debbano provare la tragedia per eccellenza con la regia di Strehler. E poi c'è il versatile e poliedrico Rolando Ravello. Ha scelto l'intimità della vicenda di un operaio che occupa un edificio dormitorio di Tor Bella Monaca, proponendo al Piccolo Eliseo fino al 18 aprile «Agostino», scritto da Massimiliano Bruno, uno dei migliori autori brillanti della scena romana, con musiche di Alessandro Mannarino che ha firmato anche la colonna sonora del documentario «Via Volontè n°9», realizzato proprio da Ravello con Emilio Marrese, con produzione Fandango, e presentato ieri in occasione del RomaInternationalFilmFest. Carissimo al grande pubblico per il suo Marco Pantani della miniserie «Il pirata» di Claudio Bonivento con cui si è aggiudicato il premio come miglior attore al Roma Fiction Festival, Ravello è anche il protagonista del film «Terapia d'urto» della serie «Crimini», in onda venerdì 16 aprile su Rai Due, dopo aver lavorato per anni a «La nuova squadra» di Rai Tre. E chi ha dimenticato il bellissimo Vincenzo Bocciarelli della fiction di Rai Uno «Orgoglio»? Risultato il primo attore italiano protagonista a Bollywood e appena rientrato dall'India, reduce dal set del film «Love with Kerala», pellicola diretta da Anish J. Karinad, dove recita con le due vere star locali, Mamta Mohandas e Manoj K. Jayan, sarà ora un Principe Azzurro che crede di essere Amleto nello spettacolo «Il bello delle bambole» di Alessandro Trigona, in scena da domani al 25 aprile all'Euclide.   Per gli appassionati della comicità spontanea, fulminante e umanissima di Paola Tiziana Cruciani, diretta anche da Virzì, D'Alatri e Veronesi sul grande schermo e da Tiziana Aristarco sul piccolo, è altamente consigliato il confronto tra due sorelle di «Sugo finto» di Gianni Clementi, con regia di Ennio Coltorti, al Teatro Roma fino al 18 aprile.

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