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Le archistar eliminano il pluralismo

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Difronte al convegno hanno manifestato un enorme senso di rabbia gli architetti di «Archirete» che sono sopraffatti da un senso di rabbia: «Calatrava, Hadid, Meier messi lì tutti in fila a discutere delle nostre periferie - hanno polemizato - Saranno loro a parlare e a decidere le magnifiche sorti progressive del futuro dei nostri sobborghi: e questo è un po' troppo». L'Italia non vanta forse bravi architetti in grado di migliorare gli scenari urbani? Certo che sì, ma evidentemente vengono ignorati. «La tentazione sarebbe allora quella di mollare tutto e trastullarsi con i pensieri sul valore della città storica e sulla sua trasposizione nelle periferie: qualcuno poco tempo fa parlava di portare le sculture - abbandonate nei depositi museali - nelle piazze delle periferie, per "mangiare un gelato a Corviale", il concetto era quello di storicizzare le periferie. Una bella suggestione alla quale anche gli amici di Italia Nostra avevano creduto. Con l'appuntamento del 9 aprile si potrebbe gustare non un gelato a Corviale, ma un cetriolo alla Foster, una visione della città diametralmente opposta rispetto a quella tradizionale. L'unico esponente "antagonista" alle archistar potrebbe essere il professor Leon Krier. La presenza dell'autorevole architetto rappresenta una sorta di "onore alle armi"».

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