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Quell'ultimo racconto per «Il Tempo»

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Parlavapoco, ma in modo gentile e assorto. Dire un uomo d'altri tempi è riduttivo. Era un uomo con la schiena dritta, animato dentro da un fuoco inestinguibile, quello della scrittura. «Signora, sono malato, non ci vedo troppo bene, ma ecco, le mando l'articolo», rispondeva alle mie recenti sollecitazioni. Dallo scorso settembre era in ospedale, assistito tutto il giorno dalla moglie Edda. La maestra sposata tanti anni fa che era la sua ombra, che lo spronava quando il male lo tormentava. Ed era l'infaticabile organizzatrice dei suoi scritti, che ordinava con puntiglio. Grazie a lei, e a quella passione per la scrittura che Sgorlon ha coltivato fino agli ultimi giorni, «Il Tempo» ha ricevuto e pubblicato il 24 dicembre l'ultimo scritto del romanziere friulano, «Il quarto re mago», rielaborazione di un tema a lui caro. E lei lo ha sostenuto nella elaborazione nel romanzo che dovrebbe uscire a gennaio per Mondadori: «Il circolo Swedenborg", sul conflitto tra la cultura materialistica progressista, consumista, e quella spiritualista, che pare la sua negazione. Ho incontrato l'ultima svolta Sgorlon lo scorso anno, a Udine. Si appoggiava a un bastone, e la signora Edda lo sosteneva. In borsa recava i libri del marito tradotti in cinese, come «Il filo di seta». Ricorda Giannola Nonino, che lo premiò nel 1989: «Andai a salutarlo tre anni fa, quando ebbe la laurea ad honorem dall'Università di Udine. Mi abbracciò con affetto. Difficilmente i friulani tributano onori ai concittadini. Lui lo sapeva ed era finalmente felice».

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