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segue dalla prima Antonio Angeli ...gesti di intolleranza, comportamenti maleducati.

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tuttoè «spalmato» equamente nell'arco della giornata. Da mattina a sera, anzi, a notte inoltrata. Lo rivela uno studio dell'associazione «Comunicazione Perbene», diretta da Saro Trovato, che ha intervistato ben 130 esperti tra psicologi, psicopedagogisti, sociologi ed esperti di media e ha condotto un monitoraggio del web e delle reti televisive nazionali. In prima fila per i toni fuori dai denti, secondo il sondaggio, più di trasmissioni sportive e reality, sono i tg, delle vere «taverne dei sette peccati» per il 71% degli esperti intervistati, e i programmi di informazione. E, al di là delle semplici cifre, non è certo difficile immaginare chi sia l'obiettivo di buona parte delle critiche violente «lanciate» in tv. Di solito è il presidente del Consiglio che, ultimamente, di botte ne ha dovute incassare parecchie. Ad arroventare i toni dello scontro mediatico sono soprattutto i politici (come sottolinea il 67% degli esperti). Dove sono invitati i politici, infatti, si registra almeno un «comportamento scorretto» ogni 3 minuti di messa in onda. Ad essere sotto accusa, oltre ai litigi, ci sono gli insulti (indicati dall'85%), le urla (73%) e il parlare sovrapponendosi agli altri (66%). E tutto questo non può che avere conseguenze, anche gravi, come sostiene il 69% degli intervistati, soprattutto sul pubblico dei più giovani. La totalità degli intervistati, poi, condanna senza possibilità di appello i gesti di violenza fisica,che però non sono gli unici comportamenti scorretti che dovrebbero scomparire dal piccolo schermo. Anche i gestacci e le smorfie che vengono fatte quando parla l'avversario, ma forse sarebbe il caso di dire «nemico», sono da condannare (57%). Contro i gestacci si è detto il 52%. Sul banco degli accusati non c'è solo la tv, ma anche i nuovi media, primo fra tutti Internet che contribuisce ad aumentare il clima di aggressività (48%), in più il web è diventato un terreno di scontro, dove il «pubblico» prende parte in modo attivo a litigi, insulti e risse. «La tv è il media preferito degli italiani e dovrebbe essere uno strumento di informazione o intrattenimento - afferma Saro Trovato - non una sorta di arena. Di fatto il piccolo schermo ha una incredibile capacità di influenzare comportamenti e atteggiamenti, nel bene e nel male. E una tv dove ogni giorno in decine di trasmissioni vengono proposti comportamenti scorretti non è certo una buona maestra». È da tempo che segnaliamo come la rissosità sia diventata una costante di molte trasmissioni. Un fenomeno pericoloso, soprattutto per i più piccoli»: afferma Luca Borgomeo, presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell'Agcom. «Abbiamo più volte invitato le emittenti ad abbassare i toni - ha aggiunto Borgomeo - Ma la voglia di scalare l'audience a suon di urla sembra più forte».

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