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Ipocrisia e declino della borghesia visti con gli occhi della Reza

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Unepisodio di vita quotidiana diventa osservatorio privilegiato per denunciare le ipocrisie e le ottusità di una società borghese in crescente declino, incapace di attenersi ai valori e ai modelli che apparentemente proclama. Véronique e Michel Houillé (Anna Bonaiuto e Silvio Orlando), genitori del piccolo Bruno, ricevono in casa Annette e Alain Reille (Michela Cescon e Alessio Boni), genitori di Ferdinand, che ha colpito al viso il loro figlio in una lite. Le due coppie hanno deciso di incontrarsi per regolare la disputa nel segno della civiltà e del buon senso. All'inizio, dunque, ben disposti e concilianti, tentano di approcciarsi con buoni propositi di tolleranza e comprensione reciproca che, però, poco a poco svaniranno del tutto. È questo il plot di una commedia attualissima, reduce dai grandi consensi ottenuti a Parigi nella messinscena curata dalla medesima autrice con Isabelle Huppert nel ruolo di Véronique, e a Londra, nella traduzione di Christopher Hampton, con Ralph Finnes, nei panni di Alain. «Non sono d'accordo su nulla di ciò che dice la Reza né sulla sua visione del mondo - ama dire per scherzo Silvio Orlando - Credo che ce l'abbia con me e abbia scritto il copione contro di me. È un attacco che forse ci meritiamo perché pensiamo che basti la buona volontà per essere persone positive. I protagonisti sono massacrati come cavie da laboratorio in una camera della tortura». L'attore incarna un grossista di igienici con una moglie snob alle prese con un libro sull'Africa, interpretata da Anna Bonaiuto che spiega: «Sono una donna convinta di aver risolto tutti i problemi, in realtà in balia di odi e frustrazioni».

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