124,13 euro). Al suo esordio letterario, Messina, nato a Caserta appena ventidue anni fa, racconta la sua generazione a colpi di droga, alcol, sesso e soldi. Giovani rampolli della Roma bene, i protagonisti non vivono, ma bruciano, non amano, ma si consumano. Senza una vera identità, sempre alla ricerca di sensazioni al limite, Giulio Messina forse si racconta, di certo disegna un'età con totale disincanto. Un'estate sospesa tra la malattia di una nonna che inchioda il protagonista (l'io narrante del romanzo) al suo senso di colpa e la fuga, continua, fatta di occasioni e cocaina. La rinuncia all'azione a volte si nasconde dietro l'alibi della paura, della mancanza di valori. Più spesso, i protagonisti di "Prima che sia giorno" assomigliano a cani randagi in cerca di un padrone che non trovano in se stessi. Grido d'allarme sulla deriva giovanile dei tempi moderni o salvifico spaccato sociologico? Al lettore la scelta. Di certo quello di Giulio Messina è un racconto che va giù tutto d'un fiato, ritratto di una gioventù senza mezze misure. Fab.Pel.
Giovani «Prima che sia giorno»
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