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Dal passato arriva un thriller perfetto

Michael Douglas

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C.J. Nicolas è un ambizioso giornalista televisivo che segue, in Louisiana, soprattutto le cronache giudiziarie. Convinto che Martin Hunter, il procuratore distrettuale, per vincere sempre i processi fabbrichi delle false prove in modo di diventare un giorno, grazie alle sue vittorie, governatore dello Stato, pensa di fingersi colpevole di un omicidio, precostituendosi però degli alibi di ferro, e affronta un processo che dovrebbe mandare assolto lui rivelando le trame del procuratore. Questi, però, che la sua lunga, messe le mani sulle prove dell'altro, gliele distrugge e lo fa condannare a morte. Ma... Alla base, un po' rimaneggiato e portato ai nostri giorni, c'era uno splendido film di Fritz Lang del '56 che qui da noi si intitolava "L'alibi era perfetto". Riprendendolo, Peter Hyams, un veterano con già diciotto film alle spalle, tra la fantascienza (2000-L'anno del contatto) e il thriller ("Condannato a morte per mancanza d'indizi"), agli approfondimenti sui temi del Bene e del Male e sull'uso della giustizia, con spazi vari in quei film, ha preferito l'azione, all'insegna però di una costante ambiguità che alla fine ci farà concludere che non tutto era quello che ci sembrava. Un congegno quasi perfetto, fra le tensioni, gli affanni e le sorprese. Ad ogni svolta sembra che vincano i cattivi, specie quando l'arringa in aula del procuratore otterrà dalla giuria una condanna a morte, poi dopo un primo cambio di registro, con un rovesciamento totale delle situazioni, un secondo, con una rivelazione del tutto inaspettata. Effetti dosati con abilità, inseguimenti in auto che fanno stare con il fiato sospeso, personaggi che chiedono di essere sostenuti e poi si rinnegano di fronte ai nostri occhi, senza più motivazioni giuste. Un meccanismo che coinvolge, senza, appunto, le sfumature sottili del film di Fritz Lang, ma pronto egualmente a pretendere attenzione; quasi spasmodico in certi passaggi. Grazie anche a una interpretazione salda e sicura nonostante il protagonista, Jessie Metcalfe, non sia molto noto e così l'attrice che lo affianca, Amber Tamblyn. Nei panni del procuratore però c'è Michael Douglas e basterebbe la sua maschera, nobile e dura, per ottenere consensi.

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