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Amanda Sandrelli

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Tiberiade Matteis Pone l'attenzione sulla pirateria stradale lo spettacolo «Col piede giusto» di Angelo Longoni, presentato dal 16 al 30 aprile alla Sala Umberto con Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Eleonora Ivone e Simone Colombari diretti dal medesimo autore. Ogni anno si consumano circa 11 mila delitti di omissione di soccorso e nel 2008 sono stati registrati 323 casi gravi con 93 morti. Esperienze personali e familiari hanno indotto Longoni e i suoi attori a dedicare a questo scandalo dell'inciviltà una commedia che utilizza l'arma dell'ironia e del divertimento per indurre alla riflessione. «Ho sempre cercato di affrontare argomenti legati al sociale» ha dichiarato Longoni. «Mi sembrava giusto segnalare qui la volontà sempre più diffusa di fuggire dalle proprie responsabilità con cinismo e indifferenza. Quando con mia moglie, Eleonora Ivone, abbiamo avuto un brutto incidente stradale, l'unica preoccupazione del colpevole era non perdere la patente. Sono partito allora da un fatto tragico per virare nel comico attraverso l'invenzione di tutti personaggi negativi nell'ottica consueta della commedia all'italiana. Tutto diventa negoziabile ai danni della vedova di una vittima, dimostrando come l'Italia sia un Paese democratico a parole con una casta senza connotazioni di colore politico che va scalfita e derisa». L'incidente del testo è provocato, infatti, da un politico, affidato a Simone Colombari, che si salva perché ha sposato una donna ricca e potente, figlia di un senatore intoccabile. «Da vittima della strada nella vita, mi trovo invece a incarnare una donna che appartiene alla "razza padrona" in quanto figlia e moglie di deputati», ha spiegato Eleonora Ivone. E mentre Blas Roca Rey interpreta lo scaltro avvocato che proteggerà i responsabili, ad Amanda Sandrelli spetta il ruolo di una donna di livello sociale inferiore, costretta a scendere a compromessi: «Sono una coatta romana che perde il marito e combatte per bisogno reale di soldi. Pur non essendo una figura positiva, risulto comunque giustificata. Si dimostra come la comodità sia nemica della libertà. Nascere e crescere in una famiglia di potere in Italia fa la differenza. Ridere di questa realtà aiuta il pubblico a pensare».

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