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Chi dice no parla col cuore chi dice sì con l'intelligenza


Sono di quei calabresi che sentono nella Calabria non dico la prima patria, ma la seconda sì. Pertanto capisco le ragioni del no, sentimentali, e quelle del sì, aperte ad orizzonti vasti. E siccome mi si chiede di esprimere un parere, non mi sottraggo e, mettendomi nei panni di Scopelliti, non faccio il furbo rifugiandomi nel "ni".
Ho visitato il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e confesso che vedere i due bronzi in quella sala dalle luci sapientemente dosate mi ha dato un brivido. E, dinanzi a quegli atleti della corsa oplitica (con le armi) come vorrebbe il nostro archeologo Antonino De Vita, mi è venuto istintivo sussurrare: «Lasciateli sempre lì, per carità!» Ma poi ho pensato per i Bronzi ciò che penso per ogni opera d'arte. Sono due ambasciatori della cultura classica, nostri antenati greci o magnogreci, sia pure databili al V secolo avanti Cristo. E allora perché tenerli solo per noi? Perché dire no per premuroso affetto di calabresi? Perché impedire che, attraverso un evento mondiale come il G8, possano mostrarsi al mondo dal suggestivo piedistallo della Maddalena? Perché non considerare che il mondo vedendoli è stimolato a venire nella nostra terra a vederli dal vero? A conoscere la cultura di cui sono testimonianza? E così, lasciando che il cervello suggerisse al cuore le ragioni del sì, mi sono iscritto a questo partito. Non me ne vogliano i miei corregionali, starei per dire compaesani, del no. Capisco anche le loro nobili ragioni.
Pippo Marra

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