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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Dopo gossip, polemiche e ...

E ciao a tutti.
«Sono stato felice della possibilità che mi è stata data e alla quale mi sono dedicato con grande impegno - ha dichiarato Moretti - Il prossimo anno realizzerò il mio nuovo film e non potrò più garantire la stessa attenzione e lo stesso lavoro al Torino Film Festival». E aggiunge di lasciare «un festival unico nel panorama italiano che potrà crescere ancora continuando a sostenere il buon cinema indipendente e d'autore. Naturalmente il successo di questi due anni non sarebbe stato possibile senza il prezioso contributo di collaboratrici e collaboratori che ringrazio con amicizia e che spero continueranno a lavorare nelle prossime edizioni del Festival. Sono grato a Torino - conclude il regista, produttore e attore - che mi ha accolto con molto affetto e discrezione». Di discreto, forse, c'è stato come il regista ha soddisfatto la sua passione per i dolci in una città piena di queste tentazioni, per il resto non sono mancate le polemiche, non ultima quella legata al Festival appena trascorso, nel quale non c'erano film italiani. E lui, il regista di «Io sono un autarchico», che schiaffeggia una giornalista in «Palombella rossa» e che ha bollato e bollito tutta la sinistra italiana a suon di girotondi, non si è tenuto «in pectore» che quest'anno, per lui, di film italiani degni di partecipare non ce n'erano.
Di una cosa bisogna dargli atto: al Torino Film Festival ha fatto tutto il bene del mondo. Quando l'ha trovato, più o meno due anni fa, stava maluccio. Forse non male come il Torino Footbal Club in B, ma poco ci mancava. Il regista di Brunico ha puntato su grandi autori e film coraggiosi, ha amato il cinema senza compromessi e se la riuscita di un'impresa artistica si può leggere nei numeri bisogna ricordare che la 26/a edizione del Festival ha registrato +40% di accreditati rispetto all'anno scorso, +15% di biglietti venduti e +25% di incassi.
Tanto che anche chi guardò cauto il suo arrivo oggi gli riconosce tutti i meriti e spera che, magari con una presenza simbolica, lui resti nel Festival. Gli hanno reso omaggio il presidente e il direttore del Museo Nazionale del Cinema, Alessandro Casazza e Alberto Barbera. E Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, si augura di vederlo tornare presto alla kermesse. Ma per arrivare al Festival Moretti ci mise un po'. Chissà che anche il saluto possa avere qualche ripensamento.

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