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Alessandro Siani: «Faccio ridere, naturalmente»


Figlio unico?
«No per fortuna, ho una sorella fisioterapista purtroppo laureata con 110 e lode. Lei la pecora nera della famiglia ed io l'orsacchiotto bianco».
Nato a Napoli e cresciuto...
«Nel quartiere famoso Spagnoli di Napoli, un quartiere difficile. La prima cosa che dissi uscito dalla pancia della mia cara mamma fu: non sono stato io».
Un'infanzia?
«Felice, una famiglia unita, un vero e proprio lusso, la maggior parte dei genitori di oggi sono divorziati».
A scuola...
«Diploma di odontotecnico».
Quando ha deciso di diventare attore?
«A scuola avevo già l'idea, volevo diventare un attore. Due episodi fondamentali e capii che avevo tanta voglia di esibirmi. Caddi dalle scale e i miei compagni risero e mi applaudirono, svenni a piazza Plebiscito e tanta gente intorno mi piaceva. Ero un attore nato e diventato. Il mio insegnante di religione ed un mio compagno di scuola mi scritturano per una commedia a scuola. Incomincia il mio percorso di attore».
Come ricorda gli anni universitari?
«Frequentavo scienze politiche, ho anche sostenuto otto esami, ma ho abbandonato presto l'Università. Comincia a lavorare al "Tunnel" tipico locale napoletano dove noi quadrettasti ci esibivamo».
Ama improvvisare?
«Assolutamente sì, ho sperimentato l'improvvisiamone proprio per tanti anni in molti teatri napoletani».
Ha mai vinto premi?
«Certo! E perché non dovevo vincerli? Era il 1995: un premio prestigioso, Il premio Crollato che si dà al miglior cabarettista dell'anno».
E poi arriva la televisione...
«Sì, una trasmissione partenopea in tutti i sensi: "Tele Garibaldi". Ma non è finita qui Tele Capri e finalmente la ribalta nazionale con Raidue: "Bulldozer"».
E il cinema?
«Dalla televisione passando per il teatro arrivando al cinema. Il film "Ti lascio perché ti amo troppo" e poi "Natale a New York" con il bravissimo Cristian De Sica».
È contento di come le sta andando?
«Certo, ho fatto tanta gavetta, ma sto ottenendo i risultati sperati».
È difficile far ridere?
«Sì, a me far ridere forse viene spontaneo».
Ed ora...
«A Natale debutterò all'Augusteo con uno spettacolo suggestivo "Più di prima". Uno Show che poi andrà in Tournée nazionale con molologhi, sketch, video, tanti personaggi».
Ha un sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe scrivere un libro, ci sto pensando. Se ci riuscirò lo intitolerò "Cento un cose da non fare a Napoli"».
Deve dire grazie a qualcuno?
«Alla mia famiglia e soprattutto alla mia amata città: Napoli. Grazie».

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