«Il segreto del successo? Far parlare la gente»
Monica Setta, come è nata l'idea di portare la politica a «Domenica in»? «L'idea è venuta a Massimo Liofredi, capostruttura di Domenica In, che ha voluto inserire una fascia di informazione politica nel programma. Abbiamo iniziato nel 2006 con quindici minuti. Gli ascolti ci hanno premiato e piano piano siamo cresciuti». Qual è la differenza tra il suo spazio e gli altri programmi di politica? «Noi abbiamo una tribuna di persone che si autoinvitano, con una semplice mail a [email protected] e possono fare domande, senza censure. Chiunque può intervenire, abbiamo avuto, ad esempio, un pensionato e la prossima volta verrà un tassista. Ci limitiamo ad assicurarci che non siano persone con secondi fini. Ecco, il fondamento del successo è l'autenticità: certe cose non le puoi costruire, il pubblico se ne accorge. E poi evitiamo le faziosità in favore di una assoluta par condicio». Sono più importanti le persone o gli argomenti? «Le persone, certamente, degli argomenti possono parlare tutti. Anche a scuola detestavo i temi "a piacere". Io voglio che la trasmissione la facciano i miei ospiti, che parlano dei loro argomenti. Il conduttore è una persona terza, è solo un tramite. Voglio essere semplicemente una buona cronista». Il sogno nel cassetto? «Non c'è. Voglio lavorare bene a fianco di gente onesta. E ci sono già riuscita».
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