La fragile felicità di giovani eternamente in cerca dell'amore
È questa nota rosa, quasi dissonante nei racconti generazionali dei trentenni di oggi, a dare un tocco di originalità al racconto della Ricci che pure non disdegna i risvolti drammatici. Nelle vie di Roma, quelle intorno a Piazza Navona, dove i giovani romani si muovono di notte alla ricerca della gioia, o molto più semplicimente di «sfangare» una serata, in realtà - come si legge tra le righe di questo racconto - la ricerca è quella della vita. Passa il tempo, passano le storie, passano persino i matrimoni quelli veri, ai quali si credeva, passano i vestiti belli e le scarpe di lusso, non serve l'amore caro dei genitori che ad un certo punto non possono più aiutarti a crescere. E allora ti ritrovi sul divano, quello bello, della bella casa che era nei tuoi sogni, ma sei sola e non ti basta. Un pò racconto, un pò diario, un pò sfogo esistenzialista perchè anche la psicanalisi non serve poi a molto, «Io e la mia generazione di fenomeni» è il libro di una vita, fragile e bellissima come tutte quelle dei giovani.
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