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Con l'incantesimo del museo virtuale torna a vivere la magia di Ercolano

Progettato da Gaetano Capasso e dalla Capware, è stato inaugurato ieri mattina ad Ercolano il Mav, il primo Museo Archeologico Virtuale del mondo. Battuti ancora una volta i francesi che a marzo hanno aperto a Parigi un museo multimediale dedicato a Charles de Gaulle, l'Italia si fregia di un museo che riesce a fare di più, coniugando realtà virtuale e multimedialità.
Con un investimento di quasi 10 milioni di euro fra Comune di Ercolano, Regione Campania e Provincia di Napoli, il Mav va ad occupare 1.500 metri quadrati di superficie in un ex edificio scolastico interamente ristrutturato. Sui 1.200 metri di pareti trattati con intonaco romano a calce ad encausto si snocciola un percorso visivo e tattile che ricostruisce minuziosamente le città archeologiche del Napoletano, attraverso le quali ci sembra di camminare mentre ne tocchiamo le superfici. È possibile per esempio «muovere» l'acqua contenuta in una vasca o far rinvenire un mosaico strofinandolo con le dita. Da una parete infranta un fascio di luce mostrerà parte di una villa patrizia mentre un masso cadrà nell'acqua antistante lanciando spruzzi virtuali che ai visitatori sembreranno veri.
I panorami mozzafiato, le strade e le piazze, gli interni delle case risulteranno alla nostra mente animati dai reali abitanti. Tutto grazie a oltre 70 installazioni multimediali gestite da un software in grado di riconoscere mediante un badge il visitatore al suo ingresso, se adulto o bambino, italiano o straniero, e ad adattare a ognuno lingua e contenuti. Per esempio può accadere nel Lupanare, la stanza del piacere con le pitture erotiche che vengono immediatamente sostituite da scene di vita quotidiana al passaggio dei più piccoli. Cuore del Mav è il Cave, la caverna di luce sulle cui pareti si proiettano giardini, cortili delle case di Pompei, Stabia ed Ercolano, grazie a un sistema - in uso solo alla Fiat di Torino e sperimentato al CNUCE di Pisa - che "permette di ricostruire virtualmente ambienti e luoghi in uno spazio tridimensionale che riporta all'antica area prima dell'eruzione del 79 d.C" ha detto intervenendo il direttore del Mav Valter Ferrara. Suggestivo anche il percorso attraverso la Soundgallery, una strada «affollata» dal rumore del mercato con donne e venditori. Anche qui la «macchina» del museo riconosce il visitatore e in base alla sua identità e ai suoi tempi di sosta produce i suoni legati alla scena che sta vivendo, parole e sensazioni. «In un progetto come questo è importante la cooperazione delle istituzioni - ha aggiunto il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma in un bellissimo discorso - Questo museo deve diventare un luogo di aggregazione dove mattina e sera giovani e anziani diano vita a un dibattito e dove prenda corpo il centro propulsivo del nostro turismo culturale».
A tagliare il nastro d'inaugurazione del prestigioso museo, anche il sindaco del Comune di Ercolano Nino Daniele che ha ribadito il collegamento del Mav con gli altri Comuni della provincia di Napoli mediante la storica Circunvesuviana che, con i suoi 38 milioni di passeggeri all'anno, fa da perfetta cerniera fra Ercolano, Pompei, Sorrento, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Torre Annunziata, Pomigliano, Nola, Ottaviano e le stazioni di Napoli Porta Nolana e Piazza Garibaldi. «Una grande infrastruttura civile e culturale con cui Ercolano compie un salto di qualità" ha detto il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. "La cultura è la nostra risorsa fondamentale e il più importa

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