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Ludovica Cedrati Un grande cancello che si apre ...

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Ci riceve sulla porta di casa e ci fa accomodare in un enorme salone, con un gigantesco lampadario di cristallo. Ovunque preziosi mobili e quadri antichi e alcune sue sculture che ci mostra con orgoglio. Gina come è riuscita a raggiungere il grande successo che ha ottenuto nel cinema in Italia? «Io non ero assolutamente interessata a diventare un'attrice. Mentre frequentavo l'Accademia di Belle Arti sono stata contattata più volte per partecipare a dei film ed ho sempre rifiutato. Sino a quando non mi hanno offerto una parte importante ne "I Pagliacci" con Tito Gobi. Io per non dire di no chiesi una cifra che per l'epoca era enorme: un milione di lire. Al contrario di quello che io pensassi, la produzione accettò immediatamente. Dopo alcune partecipazioni sono stata scelta da Vittorio De Sica per girare "Pane Amore e Fantasia". Il film ebbe un clamoroso successo sia in Italia che all'estero e cosi è iniziata la mia carriera di attrice». E il suo successo in America? «"Pane Amore e Fantasia" ebbe successo anche negli Stati Uniti. Hollywood mi accolse a braccia aperte. Ho girato dei film che mi hanno dato popolarità in tutto il mondo: "Come September", con Rock Hudson, "Buonasera Mrs Campbell" con Telly Savalas, Shelly Winters e Peter Lawford, "Tesoro dell'Africa" con Humprey Bogart, "Never so Few" con Frank Sinatra, "Trapezio" con Burt Lancaster, "Salomone e la Regina di Saba" con Tyrone Power, "Fanfan La Tulipe" con Gerard Philippe e molti altri con i più importanti divi dell'epoca. Il mio successo nel mondo non è stato fabbricato a tavolino, come sempre succede, ma è stato lo stesso pubblico che mi ha consacrato diva». Qual è l'attore con cui ha avuto più feeling nella sua carriera? «Devo dire che io ho avuto un ottimo rapporto con tutti gli attori che hanno lavorato con me. Se dovessi citarne qualcuno mi ricordo di Tyrone Power che mi svegliava la notte per dirmi che provava una gioia infinita a lavorare con me, Jean Paul Belmondo che mi esprimeva tutta la sua ammirazione e Sean Connery con cui ho girato "La Donna Di Paglia" e con cui ho avuto ed ho tuttora un rapporto straordinario». Gina c'è qualcuno che ha mai perso la testa per lei tra gli attori famosi con i quali ha lavorato? «Bèh in molti mi hanno corteggiato ma quello che sicuramente ha perso la testa per me è stato Yul Brinner. Mi ricordo quando giravamo le scene d'amore, proseguivano anche dopo lo stop del regista. Tra di noi c'è stato un feeling ed una attrazione particolare che è durata per tutto il periodo del film». Chi è l'attore con il quale si è trovata più a suo agio e che ha lasciato un segno nella sua carriera? «Senza dubbio Vittorio De Sica, mi ha dato moltissimo, sia come attore che come regista. Un artista dotato di grande talento e di una straordinaria generosità. Ho avuto tanto anche da John Huston, un uomo di una cultura e di una comunicativa fuori del normale». Ha avuto amici importanti anche fuori dal mondo del cinema come Fidel Castro, come è stato con lei Fidel? «Avevo intenzione di realizzare un servizio fotografico ed un reportage filmato su Fidel Castro. Ho chiesto appuntamento all'ambasciata di Cuba a Roma. Dopo un'attesa di pochi giorni sono stata invitata a recarmi a Cuba. Sono stata 12 giorni a L'Avana e ho girato anche altre città all'interno dell'isola. Ho conosciuto Fidel, un uomo con un magnetismo straordinario che appena mi ha conosciuto mi ha confessato che da sempre era un mio grande ammiratore. È nato subito un rapporto speciale tra di noi. Malgrado girasse con scorte armate e io non sapessi mai quando esattamente lo potevo incontrare. Passavamo insieme molte ore. Con me si è "aperto" come uomo, come politico e vorrei dire anche come amico. Malgrado il suo aspetto di duro, di dittatore temuto in tutto il mondo, con me si è dimostrato un uomo mite, dolce e semplice. Alla fine dei dodici giorni, al termine del servizio fotografico e del reportage, mi ha detto che gli piaceva molto l'orologio d'oro e di brillanti che avevo al polso. Gliel'ho subito regalato e lui ha ricambiato con il suo orologio di metallo Seiko. Mi ha molto divertito quando è venuto a Roma e ha dichiarato alla stampa che veniva per il Papa e per me». Gina lei ha avuto in televisione grande successo interpretando la Fatina di Pinocchio, come giudica la televisione di oggi rispetto a quella di ieri? «La televisione di ieri era attenta, colta e intelligente. Quella di oggi, tranne i programmi di Piero Angela, i telegiornali e poche altre cose è di una volgarità incredibile. Inoltre trovo veramente orrenda l'esaltazione in televisione della cronaca nera che viene proposta peggio della stessa realtà». Gina lei è una fotografa affermata, come le è venuta questa passione? Quanti libri ha pubblicato? «La mia passione per la fotografia nasce da lontano, da quando frequentavo l'accademia di Belle Arti. Poi realizzavo sempre servizi fotografici sui set dei miei film, fino al momento in cui alcune mie fotografie finirono sul tavolo di Time-Life. L'editore americano delle due riviste mi propose di pubblicare un libro fotografico sull'Italia, è cosi che è nato "Italia Mia" che ha ricevuto il premio come miglior libro fotografico dell'anno a livello internazionale. Amo molto la fotografia perché mi da la possibilità di non essere osservata ma di guardare gli altri, il mondo e la gente come vive. Sino ad oggi ho pubblicato 10 libri». Come i più grandi scultori del mondo, ha uno studio a Pietrasanta dove lavora a tempo pieno sulle sue opere. Come ha coltivato questa passione? «La prima scultura nella mia vita l'ho realizzata a mio figlio Mirko quando era bambino. Ma la passione mi ha conquistato quando ho visto lavorare Manzù che creava la mia scultura. Da quel momento mi sono cosi lasciata trasportare dall'arte di questo grande artista e poco per volta ho iniziato a dare vita a delle opere che sono piaciute moltissimo a critici ed al pubblico, tant'è vero che il Museo Russo Pushkin mi ha invitato a presentare la prima mostra con tutte le mie opere, circa 60 statue in bronzo, marmo e oro. Oggi trascorro lunghi periodi a Pietrasanta e mi dedico completamente alla scultura che per me è fonte di vita e mi da la possibilità di esprimere me stessa». Quali sono stati gli amori più importanti della sua vita? «Io ho avuto straordinarie soddisfazioni dal mio lavoro, il cinema, la pittura, la fotografia, la scultura. Purtroppo nella vita privata non sono stata fortunata. Mi sono sposata giovane, il mio matrimonio è finito presto, ho avuto un figlio, Mirko, a cui sono molto legata e che mi ha regalato un nipote, Dimitri, che adoro, che è la mia vita e in lui io ritrovo molto di me stessa quando ero giovane. Oggi Dimitri viaggia spesso con me, mi fa da "assistente" nel mio lavoro di scultura e stargli vicino è per me una vera grande gioia». Recentemente ha annunciato il suo matrimonio, poi perché non si è più sposata? «Grazie a Dio noi donne abbiamo la facoltà di cambiare idea e io così ho fatto e sono molto felice di questa mia decisione». Gina ci parla della vita che fa oggi e di quella che ha programmato per il futuro? «Attualmente sto preparando una mostra a Pietrasanta con tutte le mie opere. Il mio futuro mi vedrà ancora protagonista con la fotografia e la scultura. Ho un megacontratto con gli americani per una serie di mostre, sia fotografiche che di sculture, da presentare nei più importanti musei di tutti gli Stati Uniti. Inoltre il 17 di ottobre in presenza dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barak Obama per i democratici e McCaine per i repubblicani, riceverò durante il galà della NIAF il "Life Achievement", insieme a Leonardo DiCaprio, un premio non solo per la mia carriera di attrice, ma anche per tutto quello che ho realizzato nella mia vita ed è un grande onore e una grande soddisfazione che io sia stata scelta dalla più importante associazione culturale italoamericana. Proseguirò anche a girare il mondo come ambasciatrice della FAO, per dare il mio piccolo contributo contro la piaga della fame nel mondo».

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