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Gelosia e violenza in arrivo dal Brasile

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Lo schema è semplice. In una cittadina di mare due uomini, amici fin dall'infanzia, sono proprietari di un battello con il quale tirano avanti trasportando merci e passeggeri. Un giorno danno un passaggio a una bella prostituta che, in cambio, fa sesso con entrambi. Continuando ad alternarsi a loro anche se, con questo, non smette in vari locali il suo mestiere. Presto, però, sia l'uno che l'altro, al sesso accompagnano l'amore diventando possessivi e gelosi specie quando la donna dimostra invece di star bene con entrambi senza, perciò, voler scegliere. Fino al dramma. Tutto con una regia che si muove all'insegna della violenza, portata spesso con impeto in primo piano. Nelle pagine frequenti, insistite e furiose, di sesso. Negli scontri fra i due cui si alternano sequenze affannate e dure di pugilato perché uno dei due è anche pugile. Persino in quei combattimenti di galli così diffusi in Brasile dove alla violenza si accompagna addirittura la ferocia, senza esclusione di colpi, a dileggio e scorno degli animalisti. Le immagini sono sempre buie, anche di giorno, il clima, anche nei rari momenti un po' distesi, è opprimente e soffocante e i ritmi aspirano a rendere la vicenda via via più stravolta, senza che vi si concedano pause, accogliendo invece ad ogni svolta impennate brusche, con situazioni ossessive che tendono a stringersi attorno ai personaggi fino a soffocarli. Una soluzione in apparenza meno convulsa e straziata di quanto è stato proposto fino a quel momento. Certo gli eccessi sono tanti, spesso anche un po' gratuiti, l'iterazione esasperata dalle tante sequenze erotiche può anche svelare delle scoperte intenzioni commerciali, ma nel suo insieme il film, non a caso realizzato da un autore che il cinema ha cominciato a praticarlo con i documentari, si esprime con un linguaggio visivo non lontano dallo stile. E in questi ambiti può accogliersi. Gli interpreti da noi sono sconosciuti. Ma hanno le facce che servivano.

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