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Lasciate l'innocenza ai giovani

Gianluca Grignani

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Ho capito, anche sulla mia pelle, che questa società non vuole far altro che togliere la speranza ai giovani, deresponsabilizzarli, e al peggio controllarne le menti, attraverso il miraggio del successo istantaneo, del destino giocato su due piedi, come alle slot machine, per poi magari bruciarlo con la droga. Quando debuttai, molti anni fa, scrissi una canzone come "Destinazione Paradiso", che raccontava il disagio generazionale, ma non era certo un invito al suicidio. Oggi, qui a Sanremo, propongo "Cammina nel sole", che è un inno all'ottimismo, a credere di potercela fare, sempre, anche a costo di bruciarsi le suole. Nei miei momenti difficili non sono mancati quelli che volevano speculare su certe mie scelte sbagliate, come l'aver fatto uso di cocaina. Ma se ne parlo oggi, è perché vorrei che nessuno cadesse in certi errori, neppure occasionalmente. Ho visto gente che avrebbe dato qualsiasi cosa per uscirne, soffrendo nell'anima e nel corpo. Non so come sia possibile debellare la diffusione della droga: ma so che guardo le mie cicatrici interiori e sono fiero di poter, adesso, dire di essere cresciuto, dopo aver combattuto quel tipo di battaglia in cui si rischia di correre dietro a futili miraggi e trascurare i veri valori della vita. Oggi sento il bisogno di condividere, di tendere la mano, di rispettare gli altri. Un sogno proibito? Vorrei diventare presidente degli Stati Uniti, ma solo per poi trasformarmi in una specie di Gandhi, avendo come ministro della pace John Lennon, per ribaltare la strategia della politica, che è sempre dalla parte sbagliata. Ma anche così, molto più umilmente, spero che la musica possa cambiare le cose. E aprire il cuore della gente. Per non perdersi mai lungo il cammino, anche quando nell'anima si fa buio.

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