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Il dissidente Carralero: «Il Lider Maximo potrebbe essere già morto da tempo»

Cuba

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Fuggito dal proprio Paese per evitare la prigionia, dal 1995 vive con la famiglia a Milano dove oltre a curare la propria ssociazione anticastrista, si dedica alla scrittura. È da poco uscito "Saturno e il gioco dei Tempi" il suo ultimo romanzo ambientato nella Cuba degli anni '70. Perchè le dimissioni del Leader Maximo non la stupiscono? «Ormai me le aspettavo, è dal 26 luglio 2006 che il potere non è più nelle sue mani. Castro è un uomo che ha dedicato il 99,5% delle sue energie al potere, un megalomane. E tutti questi messaggi, queste immagini di lui malato e sofferente non gli appartengono. Non si sarebbe mai e poi mai mostrato in questo modo se fosse stato lucido. Quindi le cose sono due, o le sue facoltà mentali sono completamente appannate o è già morto». Ma si può tenere nascosta la morte di Castro? «Certo, per i giochi di potere converrebbe. La famiglia Castro vive in una zona che viene chiamata "punto 0" perchè è inavvicinabile. Nessuno è autorizzato a passarci, si rischia addirittura la galera per tradimento. Quindi se fosse morto la gente potrebbe non saperlo». Dopo queste dimissionia quale futuro avrà Cuba? «Non credo che ci saranno grandi cambiamenti, anche se il passaggio dei poteri al fratello Raul, apre una minuscola fessura per un cambiamento». In che senso? «Fidel viveva solo ed esclusivamente per il potere, non aveva altri interessi né amici, l'energia e il desiderio di comandare lo avevano fatto diventare un dittatore. Raul è simile a lui, ma non ha lo stesso carisma, è meno "manovratore" e ha degli interessi oltre al potere: ama la musica, la vodka e a differenza di Fidel ha un ristretto circolo di amici. Non credo che lui e il suo gruppo avranno lo stesso potere totale del Leader Maximo». Cosa narra il suo ultimo libro "Saturno e il gioco dei Tempi"? «È un romanzo, parzialmente autobiografico, ambientato a Santiago de Cuba negli anni '70: racconta la storia di un uomo che, fingendosi pazzo, riesce a sottrarsi alle imposizioni del regime».

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