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Sbarca al cinema il supereroe cinico e narciso


«Credo che il nostro film sia stato il primo dopo 50 anni ad avere il permesso di girare dentro il Colosseo - ha aggiunto Christensen, ieri a Roma con il regista e i due coprotagonisti Jamie Bell e Rachel Bilson, attrice scelta per il remake americano de "L'ultimo bacio" di Muccino -. Per effettuare le riprese abbiamo dovuto seguire regole ferree: girare solo tra l'alba e le 8.15 di mattina, e dalle 15.30 al tramonto; non poggiare nessuna attrezzatura sul terreno e l'unica luce consentita era quella del sole, la troupe trasportava tutta l'attrezzatura in spalla»
Il 26enne attore canadese si rilancia così nell'action movie fantascientifico "Jumper", costato circa 100 milioni di dollari, e lanciato come il punto d'incontro fra la trilogia di "The Bourne Identity" e "The Matrix". La storia racconta le ipercinetiche avventure di supereroi come non se ne sono visti mai finora al cinema. Il protagonista David Rice (Christensen), giovane problematico, dopo aver scoperto di essere un jumper (saltatore con la dote di teletrasportarsi da un angolo all'alto del globo), invece di utilizzare il suo superpotere per salvare il mondo, lo usa per svaligiare banche e godersi la bella vita, tra avventure di una notte a Londra, ore di surf alle Fiji, colazioni in cima ad una sfinge e tramonti al Colosseo. «Per la prima volta, qui non si seguono gli archetipi sui film dei supereroi, anche perché non c'è un solo uomo dotato di superpoteri, ma tanti», ha spiegato ancora Christensen. Tra azioni spettacolari e paesaggi monumentali, la trama di dipana da New York a Roma (e non solo al Colosseo), da Tokyo alle Piramidi d'Egitto. David trova alla fine un alleato in un altro jumper, Griffin (Jamie Bell, l'interprete ballerino di "Billy Elliot").
«Negli altri film sui supereroi, come "Spiderman", è sempre la stessa cosa, i buoni lottano per giustizia e libertà. Nel nostro si vede solo come un super potere ti permetta di fare e avere tutto quello che vuoi. Per me è un concetto molto più onesto - ha sottolineato Bell -. "Jumper" reinventa tutto il genere. Noi attori ci siamo ritrovati appesi per aria a fili di ferro o legati alle gru, con lividi su tutto il corpo. È stata dura».

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