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In concerto a Roma

«La nostra musica nasce dal video» La Premiata Forneria Marconi presenta l'album strumentale «Stati di immaginazione»

La Premiata Forneria Marconi non ha bisogno di presentazioni. Trentacinque anni di carriera alle spalle e tanta voglia di continuare a stupire. La band ha appena presentato il nuovo album intitolato «Stati di immaginazione» e si esibirà domenica sera al Teatro Olimpico di Roma. Domani, intanto, sarà protagonista all'Auditorium in «Incontri d'autore». Ne abbiamo parlato con Franco Mussida, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas. Franco Mussida, il nuovo disco segna un ritorno alle sonorità progressive. Com'è nata l'ispirazione? «Avevamo bisogno di esprimerci in totale libertà. Per questo abbiamo deciso di eliminare i testi e ci siamo lasciati andare a un flusso continuo ispirato ai video». Che ruolo hanno le immagini in questo tipo di sperimentazione? «Sono fondamentali. I primi cinque brani li abbiamo scritti in tre giorni ispirandoci proprio ai video. Suoniamo su un cartone animato dei primi del Novecento e su monografie di Archimede e Venezia. Dal punto di vista musicale utilizziamo tutti i linguaggi che abbiamo sperimentato finora». Franz Di Cioccio, cosa dobbiamo aspettarci dal concerto di domenica al Teatro Olimpico di Roma? «Sarà un viaggio attraverso parte della nostra produzione. In scaletta ci saranno brani tratti da "Chocolate Kings", dal nuovo disco e alcuni grandi classici. Alle nostre spalle ci sarà un grande schermo che proietterà i video a cui il disco è ispirato». Nella vostra lunga carriera avete suonato con musicisti di grande valore come De Andrè e Battisti. Cosa vi hanno lasciato queste esperienze? «De Andrè e Battisti volevano raccontare storie in modo non preconfezionato. Ci hanno lasciato in eredità proprio questo approccio. Noi siamo una sorta di suonautori ed esprimiamo la nostra poesia senza le parole. Solo con la musica». Patrick Djivas, cosa pensi della musica italiana di oggi? «Siamo alla frutta. Le rivoluzioni nascono dai movimenti popolari, dalla voglia di libertà e poi si finisce nella dittatura. La stessa cosa è successa nella musica. Oggi siamo finiti in una sorta di dittatura dettata dai meccanismi di potere. In giro si sente tanto rock che io chiamo regressivo, incanalato e l'Italia non sfugge a questo meccanismo». La Premiata Forneria Marconi è sulle scene da 35 anni. Qual è il segreto della vostra longevità? «La diversità dei componenti. Siamo persone con interessi molto differenti. Nella nostra band non c'è un musicista-guida e ci rispettiamo molto. D'altronde non sapremmo con chi altro suonare. Altro segreto della nostra longevità è la passione per la musica dal vivo: saremo in attività finché ci saranno i concerti».

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