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Ieri serata di gala con la consegna del premio a Sean Connery

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«Trovarsi già con questo successo di attese è il segno che era giusto fare una cosa del genere — ha dichiarato Veltroni —. Roma è la città del cinema, è uno degli elementi distintivi della città e del suo tessuto industriale. E poi a Roma c'è un grande pubblico, per questo abbiamo organizzato incontri con i registi ed attori. È sbagliato fare confronti con la Mostra del Cinema di Venezia: quello è il grande Festival del cinema italiano, questa è una grande Festa, vanno bene tutte e due, non bisogna aver paura del futuro». Per Bettini la soddisfazione avverrà quando «avremo raggiunto almeno tre obiettivi: aver formato nuovo pubblico che ami il cinema, aver scoperto due o tre nuovi autori e aver portato più ricchezza alla città». Ma Croff insiste nel dire che una maggiore distanza tra le date delle due manifestazioni aiuterebbe a dissipare possibili equivoci. E mentre il prefetto di Roma, Achille Serra, ribadisce che «non c'e alcuna segnalazione per un possibile attentato terroristico a Roma nel corso della Festa del Cinema», gli aeroporti della Capitale dedicano una mostra fotografica ai divi. Sono 31 fotografie d'epoca, in bianco e nero, dal 1950 al 1968, scattate da Eleodoro Vergati e Nevio Mazzocco. L'esposizione «Aeroporti in mostra. Il cinema sbarca a Roma», rimarrà aperta al pubblico dell'Auditorium sino al 21 ottobre. Tra i personaggi di spicco del cinema, i volti più noti dello star system degli anni Cinquanta e Sessanta: Elizabeth Taylor, Claudia Cardinale, Audrey Hepburn, Roberto Rossellini, Tony Curtis, Marlon Brando, Sean Connery, Paul Newman, Gina Lollobrigida, Virna Lisi, Nino Manfredi, Sofia Loren, Anita Ekberg e tanti altri. Sono intanto sbarcate nella capitale le prime star della Festa romana. Prime fra tutti, Sean Connery che ha ricevuto ieri il Marco Aurelio alla carriera e poi Nicole Kidman, che stasera alle 20 inaugura il festival con l'anteprima di «Fur», film di Steven Shainberg, ispirato alla biografia della fotografa Diane Arbus. Non si sa se il titolo del film si riferisca a quella sontuosa merce — la pelliccia — odiatissima dalla celebre fotografa, ma che aveva però reso ricca la sua infanzia e giovinezza, visto che la famiglia aveva un negozio di pellicceria sulla Fifth Avenue a New York negli anni Cinquanta. È certo però che nel film non ci saranno foto vere della Arbus perché la Fondazione che ne detiene i diritti non ha dato il permesso di inserirle nel film «Fur», dal 20 ottobre nelle sale. Dopo l'arrivo della Kidman ci sono stati ieri quelli di Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio. La Kidman, grandi occhiali scuri, gilet nero, camicia verde ed un cappelino a visiera a scacchi sui capelli biondi, è giunta con un volo speciale da Nashville, senza consorte e bimbi al seguito, ma solo con gli assistenti Cary Jones e Catherine Olim. La star australiana è andata all'Hotel St. Regis a bordo di una limousine Mercedes. La Festa, si sa, non è solo glamour ma anche competizione e oggi passeranno i primi due film in concorso: «Times and Winds» di Reha Erdem e «Le voyage en Arménie» di Robert Guédiguian. Saranno in tutto tre le pellicole italiane in gara per il premio Marco Aurelio: l'opera prima «L'aria salata» diretta da Alessandro Angelini e interpretata da Giorgio Pasotti, il film documentario su Primo Levi diretto da Davide Ferrario e intitolato «La strada di Levi» e, il film di Francesca Comencini rifiutato dalla Mostra del Cinema di Venezia, «A casa nostra» con Valeria Golino e Luca Zingaretti. Sono tre anche i film italiani in «Premiere», la sezione più amata della neonata manifestazione capitolina, dedicata alle grandi anteprime: «N» di Paolo Virzì con Monica Bellucci e Daniel Auteuil, «Uno su due» di Eugenio Cappuccio con Fabio Volo e «La sconosciuta», film che segna il ritorno al cinema di Giuseppe Tornatore a sei anni da «Male

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