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A Deauville l'erede di Newman

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di Jonathan Dayton e Valerie Faris. Il giovane attore americano si è proposto come protagonista in due film in concorso: il thriller «Hard Candy» (Ben nascosto), di David Slade, e lo spaccato sociale sulla comunità di una periferia borghese della costa orientale Usa «Little Children» (Piccoli bambini), di Todd Field. Wilson, che col sorriso sa emulare l'indimenticabile espressione di sfida di Paul Newman, in «Hard Candy» fronteggia un'irriducibile giustiziera adolescente, cui dà straordinari guizzi la «deb» Ellen Page; nell'altro film, invece, Patrick ha accanto la magnifica Kate Winslet. Nato in Virginia e cresciuto in Florida, la rivelazione di Deauville '06 vanta un vasto e vario background, come egli stesso ha ricordato. «Mi sono formato come cantante e compositore - ha spiegato Patrick Wilson - E, infatti, quando mi sono trasferito a New York ho subito lavorato nel musical, fino a guadagnarmi due nomination al Tony Award (l'Oscar teatrale americano) per gli spettacoli "The full monty" e "Oklahoma". Dopo alcune partecipazioni a vari film (fra cui "Alamo", accanto a Dennis Quaid e Billy Bob Thornton) mi hanno affidato il ruolo principale nel film indipendente "My sister's wedding" (Il matrimonio di mia sorella). Ma è stato ancora il musical a offrirmi la prima, grande opportunità in un kolossal da Studio, "Il fantasma dell'opera" di Joel Schumacher». Poi, il grande salto, per lei, è arrivato con la serie-tv «Angeli in America», di Mike Nichols. «Per me, è stato un onore immenso recitare con maestri del calibro di Al Pacino, Meryl Streep, Emma Thompson, tutti vincitori di Oscar. È vero che il regista e il produttore, quando mi hanno visto in "Angeli in America", hanno subito puntato su di me per il mostro di "Hard Candy": il fotografo Jeff, apparentemente gentile, ma artefice di terribili abusi ai danni di attraenti adolescenti». Come commenta la danza di seduzione e di morte tra il suo collezionista di fanciulle in fiore e la Lolita che si rivela un «Cappuccetto rosso» implacabile giustiziera del lupo-pedofilo? «L'adolescente sembra la padrona di questo gioco che ha come obiettivo la castrazione e oltre. Ma, in realtà, è il fotografo a favorire quest'esperienza catartica: uno è lo specchio dell'altra. Certo, è evidente, la pornografia infantile è un crimine ma, se si sceglie la vendetta, chi è veramente punito?». Completamente diverso, invece, è il legame del suo personaggio con quello di Kate Winslet in «Little Children», il film più amato quest'anno a Deauville. «Qui siamo di fronte a un rapporto raro: benché clandestino, è intenso, profondo, sensuale e migliora la vita dei due personaggi».

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