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«Canto per stare fuori dalle regole»

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L'artista ha realizzato dall'album anche il video «Il mondo nuovo»

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Visto non solo nel suo aspetto più diretto, ma anche in un senso, per così dire, più astratto. Ossia, la nostra sempre maggiore tendenza ad essere assimilati a delle macchine». Racconta così il cantante napoletano nel suo ultimo cd «Alla fine della notte», dodici brani, dopo tre anni di silenzio: «La notte è il momento della visione. Il giorno è la realizzazione di ciò che hai visionato la notte. La notte — ha aggiunto — è anche l'arco di tempo che ti permette di uscire "dal recinto" di dimenticare per un attimo quello che la società di oggi impone. Ero piccolo negli anni Settanta e allora il futuro era proiettato verso il cosmo, verso lo spazio. Pensavamo alle macchine volanti, ai viaggi intergalattici, alle ambientazioni, insomma, proprie della fantascienza classica. Oggi, invece, mi sembra che il futuro sia da dipingere a tinte più fosche: al posto di proiettarci verso l'esterno e lo sconosciuto tendiamo sempre di più a scavare in noi stessi. Non ci vediamo più come esseri umani, ma come persone "portatrici sane di euro", come risorsa da sfruttare. Pensavo che il futuro portasse un nuovo umanesimo. Invece.... Sono molto preoccupato». Parole, queste ultime, che saranno tradotte in immagini con il video di «Il mondo nuovo», basato su un'inquadratura di una persona che sta su uno specchio bucato. «Volevo rappresentare — ha raccontato Neffa — in immagini le emozioni prodotte sul disco e mostrare come la realtà può essere vista da angolazioni diverse». Dal punto di vista musicale, Neffa non perde il vizio di miscelare stili ed atmosfere diverse. «Non ho fatto altro che passare in rassegna tutte le mie esperienze come musicista — ha concluso —. A me interessa la musica, tutta la musica. Non mi interessa seguire codici per i quali, ad esempio, una batteria elettronica potrebbe da sola rendere moderno un brano: nel mio nuovo disco la batteria è acustica ma il basso è synth, e non ho idea di come questa scelta possa essere interpretata dalla gente. A me piaceva, e basta. Il tour? Ci sarà. Ma non voglio che l'agenzia di concerti mi imponga su determoinati palchi. Non voglio essere siringato sotto le luci della ribalta per ragioni musicali o politiche, quindi a breve non ho programmi precisi. Ma se ci sarà la gente disposta ad ascoltarmi, sono qui, pronto a saltare sul furgone con la band, in ogni momento. Magari, anche domani».

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