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«PASQUA È SULU 'NA FESTA»

Il calore del Sud nei versi di Aloise

Una "natura" ricca di episodi e ossimori, di rabbie e rancori, di promesse, e densa di speranze accolte e dinieghi irreversibili. Nella condizione di assoluta staticità in cui versa l'Italia del mezzogiorno, un inaspettato dinamismo psicologico e colto ha sempre suggerito un tributo alla bellezza di quella geografia e al temperamento "dionisiaco" di quel carattere antropologico. Ci si accosta sempre con grande rispetto allo sgomento di una voce, quella del poeta, che per definizione, si insinua tra la distrazione e l'indifferenza per resituirci verità "semplici" e per questo determinanti la stessa essenza dell'uomo. Nella suo linguaggio dialettale, Pietro Aloise formula la molteplicità dell'esistenza attraverso una felice sintesi di ritmi e cadenze affettivi, composti in una metrica aderente ai sentimenti che la ispirano. Un esempio: "Le/ pene/ d'amore/ sono/ emorragia/ di/ vita". Ma il pregio del volume è sicuramente la caratteristica universale del movimento poetico: seppur legate a una specifica terra, con tutto il suo Male e il suo Bene, le parole assumono connotati ampi, rivolti non alla "gente del paese", ma "alle genti di ogni paese". "'A morte/ è cumu n'abbrazzu de silenziu/ca nun cuncede/ripenzamenti. (La morte/ è come un abbraccio di silenzio/ che non concede/ riflessioni). Il volumetto è arricchito da una nota di lettura di Francesco De Gregori.

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