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Sesso e paesaggi Perversioni d'arte da Helmut Newton

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Qualche eccezione, tuttavia, macchia come uno sberleffo beffardo l'esposizione di 90 foto firmate Helmut Newton che da domani, al Palazzo Reale di Milano, sarà aperta al pubblico fino al 4 giugno prossimo. "Sex and landscapes" (Sesso e paesaggi) è il titolo di questa mostra ideata dal celebre fotografo tedesco/australiano nel 2001 per l'inaugurazione della galleria zurighese dei suoi agenti de Pury & Luxemburg e, oggi, per la prima volta trasferita in un diverso contesto europeo dalla Fondazione berlinese intitolata a Newton. Ancora Newton, ancora i suoi feticismi, le sue donne vestite d'aria e impietrite sugli interminabili tacchi a spillo, con l'espressione dura, i muscoli irrigiditi, le spalle goffe e minacciose, gli sguardi saettanti, angeli scuri, alcuni persino celebri, come l'immancabile venere nera Naomi Campbell o l'inafferrabile afrodite di celluloide Charlotte Rampling. Un ritorno, una rivisitazione, un anniversario da festeggiare?, si chiederà chi aveva colto con gioia iconoclasta il messaggio newtoniano sin dagli anni '70. Sulle pagine patinate delle riviste di moda e negli spot pubblicitari il linguaggio sado-maso di Newton è di casa da un paio di decenni, le sue provocazioni tra gioco e mistero, quel glamour imbronciato, e tanto più eccitante, non è più un colpo basso: lo ritroviamo persino fra gli scaffali dei supermarket. E, allora? I paesaggi. Ecco la risposta: non solo "Sex", ma anche "landscapes". Occhio allo sfondo, quindi. Nudi femminili in primo piano, ci mancherebbe, ma stavolta conta molto lo sfondo, gli scenari urbani, il deco' stilizzato, gli interni asettici o barocchi, le pareti bianche, ma anche le lune che si specchiano nel mare, gli orizzonti deserti. E, così, quei nudi carichi di eros ansiogeno, pur senza perdere la loro carica aggressiva, possono essere guardati anche come innocui abat-jour, decorativi paralumi, poggiati sul ripiano della memoria del tempo che fu e che, oggi, non ci tormenta più. In quel 2001, Helmut era assediato dai suoi agenti, insaziabili predatori di ogni scatto erotico: «Hai altro?», continuavano a chiedergli. «Ci sarebbero i miei paesaggi, ma non li vuole vedere nessuno», abbozzò Newton. Gli agenti li guardarono e ne restarono fulminati. E, così, il profeta della nuova bellezza femminile, «in affitto al miglior offerente», come amava definirsi Newton, che escludeva fermamente qualsiasi associazione tra fotografia e arte, fu colto in contraddizione. «La bellezza è intelligenza», sosteneva Newton prima che un incidente d'auto gli negasse altri scatti, nel gennaio del 2004, a 84 anni. E nell'emozionante selezione di immagini erotiche e di paesaggi di "Sex and landscapes" ce n'è in abbondanza, sia di bellezza, sia di intelligenza.

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