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Dramma familiare con ricatto

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LA CLASSICA famigliola americana con cui cominciano tanti film (anche questo che è tratto da un romanzo). Charles, il padre, ha un buon lavoro, la moglie è insegnante, entrambi assistono con amore e molte spese la loro bambina cui è stato trapiantato un rene. A parte questa circostanza, causa di molte ansie, tutto fila liscio, ma un mattino Charles, andando in treno in ufficio, si sente attratto da una bella sconosciuta, Lucinda, anche lei, sembra, in carriera. Non ci vuol molto perché i due finiscano in un alberguccio di periferia pronti all'amore, anzi, al sesso. Sul più bello, però, irrompe un figuro che, pistola alla mano minaccia e deruba lui, stuprando lei. Non finisce lì, comunque, perché l'altro, che è un bandito di origini francesi, comincia una lunga e violentissima serie di ricatti spillando presto a Charles tutto quello che possiede e che gli serviva soprattutto per far curare la bambina. Anche se orribile, tutto sembra chiaro, ma mentre Charles escogita un modo per uscirne, anche ricorrendo alla violenza, la faccenda svela dei lati che all'inizio nessuno poteva sospettare. E prima di finire scorrerà molto sangue. Anche nell'ultima pagina, quando si credeva che non ci fosse più niente da scoprire, Charles si troverà di fronte a un altro colpo di scena, il più inatteso di tutti. Un thriller. Con tutte le carte in regola per tener desta l'attenzione dello spettatore disseminando incubi, angosce e, a metà strada, anche un seguito di sorprese. Lo ha costruito, con solida veemenza, una sceneggiatura scritta da Stuart Beatle, già autore di quella di «Collateral», con Tom Cruise, e lo ha poi portato sullo schermo il regista svedese Mikael Håfström, di cui si ricorderà il terribile «Evil - il ribelle», qui al suo primo film in lingua inglese. Un circuito di ansie quasi inarrestabili. Non solo quando scattano certe rivelazioni laceranti, ma anche prima, quando il meccanismo martellante dei ricatti avvolge sempre di più il protagonista rischiando di inghiottirlo in sabbie mobili in cui, più si agita e più sprofonda, mentre attorno tutto gli crolla addosso: il lavoro, la famiglia, i sentimenti. Finendo perfino tra le panie di una giustizia di fronte alla quale non riesce a dimostrarsi vittima invece di colpevole. Dà volto al dramma nerissimo di questo protagonista un attore inglese, Clive Owen, che dopo il suo recente successo in «Sin City», si sta imponendo sempre di più anche a Hollywood: con una mimica così intensa da lacerarsi spesso fino alla maschera. Lucinda è Jennifer Aniston, dopo «Vizi di famiglia», il ricattatore è il bravo Vincent Cassel, quasi irriconoscibile come cattivo.

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