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Spade cinesi per il via alla Mostra più blindata

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Apre «Seven Swords» e largo alla fiction tv con il «Sacco e Vanzetti» della coppia Rubini-Fantaschini

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L'intera area che racchiude il Palazzo del Cinema, il Palagalileo e il Casinò, è stata infatti perimetrata da transenne ed è accessibile al pubblico e agli addetti ai lavori solo attraverso cinque varchi, tutti dotati di metal-detector. Per gli habitué dei più importanti festival planetari del cinema questa non è certo una novità, soprattutto dopo gli eventi terroristici dell'11 settembre. Ma, finora, il Lido di Venezia non si era mai attrezzato ad una simile evenienza, nonostante le giornaliere parate di star che affollano in genere la Mostra lagunare. Intanto, in attesa della passerella, che inizierà prima della proiezione di «Seven Swords», film d'apertura di Tsui Hark, la scena è stata presa ieri dai manifestanti. Davanti al Casinò sono apparsi striscioni con lo slogan «Il Mose è un bidone» per dire no alle dighe mobili alle bocche di porto, una protesta portata avanti da Legambiente, Italia Nostra, Medicina Democratica e dai ragazzi della Global Beach. Un'altra protesta è stata lanciata ieri al festival veneziano dall'Agis che ha presentato la terza fase della vertenza spettacolo, «per denunciare - ha dichiarato il presidente Alberto Francesconi - la disattenzione delle istituzioni nazionali e locali, del continuo prosciugamento del Fondo unico (Fus) e dell'urgenza di riformare tutto il sistema spettacolo, con un intervento risolutivo da parte del governo». Dopo il discorso inaugurale, Federica e Paola Lucisano festeggiano oggi, con una mega-torta, l'omaggio che la Mostra rende al padre Fulvio. Ma personaggi di questa prima giornata saranno, insieme con Tsui Hark, Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini, protagonisti della miniserie televisiva «Sacco e Vanzetti», realizzata da Mediaset e Titanus, in omaggio a Goffredo Lombardo. Per prepararsi alla passerella e al gran gala inaugurale, ieri sono già sbarcate sul Lido tante personalità politiche, istituzionali e artistiche: dal direttore Marco Müller al presidente della Biennale Davide Croff, dal presidente della giuria Dante Ferretti alla madrina della serata d'apertura, Ines Sastre; e ancora, Ida Di Bendetto, Isabella Ferrari, Tinto Brass, l'attrice Jacqueline Bisset e il regista John Irvin, che presenteranno oggi, fuori concorso, «The fine art of love», film che vanta l'ultima sceneggiatura scritta da Lattuada. Oltre a celebrare tanti altri grandi maestri del cinema - da Lattuada a Petri, da Pasolini a Fellini - il festival veneziano ha presentato ieri la versione restaurata del film di Steno «Le avventure di Casanova», alla presenza del protagonista Gabriele Ferzetti e dei figli di Steno, Carlo ed Enrico Vanzina. Già alleggerito in sede preventiva, il film venne ritirato dalle sale nel marzo del 1955 per «offese alla morale, al buon costume, alla decenza» e perciò ulteriormente tagliato

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