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Tra streghe e damine c'è il jeans che rende snelle

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Un mix tra il denim sportivo e la costruzione sartoriale: il capo cult è il jeans «up-lifting» elasticizzato, realizzato con ben 20 tagli anatomici di tessuto denim, sapientemente costruiti per donare magicamente al corpo un effetto «liftato». Il segreto dell'eleganza? Assemblare con garbo le giuste contraddizioni, unendo maschile e femminile e decenni diversi. Ne è convinto lo stilista Alberto Biani che ha mandato in passerella giacchine piccolissime, pantaloni stretti e gonne al ginocchio. Tra i dettagli che fanno la differenza, le bretelle portate sulla blusa di seta dal piccolo collo a ruche, il trench doppiopetto buttato sul vestito di chiffon stampato a fiori, il cappottino smilzo abbinato al vestito uguale e alla clochè calata sulle ventitrè. Le declinazioni del trench, fustagno placcato a effetto pelle e colori cangianti per la moda invernale di C.P. Company. Dirk Bikkembergs, invece, disegna l'immagine di una donna forte, che indossa blazer in volpe colorata rossa o verde con maniche di pelle con guanti applicati da zip, ma anche bomber con enormi colli di pelliccia. Ha ribattezzato la sua collezione Kubus, dal nome della famosa sedia disegnata da Josef Hoffmann per l' Esposizione Internazionale di Arte del centenario di Buenos Aires, Silvia Tcherassi, stilista colombiana alla sua terza stagione a Milano. Ex decoratrice di interni, ha creato i suoi abiti cercando equilibri tra forme, colori, tessuti più vari, come chi vuole arredare una casa con grande semplicità, ma con stile. Elegante, proporzionato, senza eccessi e sbavature, Lorenzo Riva reinventa e rimodernizza il suo stile partendo proprio dai suoi tessuti, disegnati e usati nel '68. Simultaneous si è ispirato al manuale della Wicca, strega buona protagonista del libro scritto da Laura Rangoni. Veste prevalentemente di nero, gonnelline di pelle, magliette di mohair, con lacci di lana che pendono ovunque come ragnatele. Sarah Bernhardt, ma anche alle donne forti della Sicilia, quella di suo padre, ispirano lo stilista anglo-italiano Antonio Berardi, con una collezione piena di dettagli maschili, ma declinati in chiave iperfemminile. Ogni gonna, ogni pantalone, è un capolavoro di taglio e cucito, pieno di applicazioni e dettagli, dalle fibbie alle rose in tessuto, che ingentiliscono qua un collo, là una spallina. Un quadro settecentesco la sfilata di Guerriero, che si ispira un po' a madame Pompadour, un po' ai rockabilly.

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