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Jovanotti e Lopez «signori» di Internet In Italia sono i più scaricati con Timberlake. La catena di negozi Tower Records rischia la chiusura

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Per la prima volta, il singolo più scaricato (a pagamento) da Internet, «Hey ya!» degli OutKast, ha sopravanzato le vendite settimanali del titolo più venduto nei negozi di dischi, ovvero «I can only imagine» di MercyMe. È quanto si apprende dalla settimanale classifica «Hot digital tracks», ovvero i brani più scaricati, istituita recentemente da Bilboard, testata-bibbia dell'industria musicale americana. Questa settimana fra i dieci titoli più "cliccati" figurano «Toxic» di Britney Spears, «Sunrise» di Norah Jones, «Seven nation army» dei White Stripes, «The first cut is the deepest» di Sheryl Crow, «White flag» di Dido, «Clocks» dei Coldplay. Si tratta di un sorpasso che costituisce un evento in qualche modo storico per l'industria discografica, anche se molti osservatori fanno notare che in realtà i due canali di distribuzione, tradizionale e digitale, non combattono ad armi pari, visto che molti dei brani scaricati non sono disponibili nei negozi di dischi e altri lo sono solo in formati speciali e altri ancora sono addirittura usciti dal catalogo. Fra le prime indicazioni emerse c'è quella che riguarda il mercato dei singoli. Sembra proprio che il download stia riportando in auge i singoli, le cui vendite nei negozi di dischi tradizionali erano in forte declino ormai da qualche anno. Il monitoraggio elettronico delle vendite effettuato dalla Nielsen negli Usa con il sistema Soundscan rivela già una netta prevalenza dei singoli digitali. Altri operatori restano più cauti nel commentare i trend di vendita, in attesa di vedere cosa accadrà in tempi più lunghi, ma sembra proprio che, almeno per ora, il pubblico americano dei consumatori di dischi stia rispondendo positivamente all'offerta di un ampio catalogo musicale sul Web (circa 500 mila canzoni), al prezzo accessibile di un dollaro. Tanto che molti addetti ai lavori sperano di aver trovato davvero il sistema per contrastare quella pirateria casalinga che ha causato molti danni al music-business. La vendita tradizionale, intanto, continua ad incassare brutti colpi. Se fino ora erano stati principalmente i piccoli negozi a subire il tracollo finanziario, ora anche le potenti catene segnano il passo. Tower Records, la catena di negozi di dischi nata in California e presente in tutto il mondo, è finita sotto amministrazione controllata. E la casa madre Mts rischia la bancarotta. Inizialmente la causa principale sembrava essere quella della forte concorrenza dei grandi megastore come Wal-Mart. In realtà, ancora una volta, i conti non tornano soprattutto per i siti Web che vendono musica on line e per l'inarrestabile effetto download. E in Italia? Come al solito la situazione è più confusa, forse perché questa nuova direzione del mercato ha preso alla sprovvista tutti. Per ora, contrariamente a quanto avvenuto negli Stati Uniti, non è stata compilata una hit settimanale in grado di registrare i dati e gli umori del settore. Molti i siti, ma ognuno pubblica la sua chart che qualche volta deve esser valutata con cautela. Fra le varie "community forums", prevalgono titoli attuali misti ad altri storici e l'ultima rilevazione risale alla fine dell'anno, quando ai primi posti dei brani più scaricati figuravano «Jenny from the block» (Jennifer Lopez), «Bella» (Jovanotti), «Cry me a river» (Justin Timberlake), «Can't nobody» (Kelly Rowland), «Always be my baby» (Mariah Carey). Molto seguiti dagli appassionati risultano i siti specializzati, dove le classifiche vengono stilate genere per genere. Nell'hip hop troviamo in vetta «Funky vision» (Blade), nella techno «Please stand up» (Dj Stax), nel pop «Levon» (Elton John), nel rock «Treading water» (Anastasia), nel rap «Represent» (Ja Rule).

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