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L'ultima tendenza: colazione in hotel anche se si dorme a casa

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Se per esempio, cucchiaio di pesce spada marinato, bresaola della Valtellina con tartufo, astice su insalata di salmone con panna acida, crostino integrale con formaggio alle erbe e caviale, omelette al tartufo, pasticceria danese e muffins, frutti di bosco e perline di melone, degustato con Champagne, era un menù per una cena romantica da consumare al lume di candela, ora, la stessa proposta, diventa una «colazione imperiale» che si puo fare guardando Roma nei colori tenui del mattino, dall'alto di una terrazza d'albergo. I media e le guide del settore gastronomico, sono molto attenti a quello che succede nelle cucine di tutt'Italia, e ne sottolineano le innovazioni e le rivoluzioni, ma solo per quello che riguarda i pranzi e le cene. E le colazioni? Le colazioni, o breakfast, come le chiamano gli anglosassoni, non sono contemplate nelle sperimentazioni che gli chef fanno per affrontare nuovi percorsi gastronomici. In questo spazio lasciato libero, ci si sono infilati i nutrizionisti e dietologi, al grido che una buona giornata comincia al mattino. Ad accoglierne i suggerimenti e le nuove vie da percorrere con suggerimenti nutritivi, importanti per una migliore alimentazione, sono stati i grandi Hotel, intravedendo un nuovo busines: portare in albergo gente che non necessariamente ci deve dormire, ma solo consumare, come un qualsiasi punto di ristoro. Seguendo le mode, che arrivano dall'estero, hanno già introdotto il brunch, ovvero la prima colazione allargata e allungata, non solo cornetto e cappuccino, ma insalate, formaggi, uova e carne, una sorta di colazione-pranzo. Vista la risposta positiva del pubblico, gli alberghi della capitale hanno pensato aiutati appunto da nutrizionisti, di proporre la colazione a Tema: al S.Regis e all'Eden, chef personalizzano richieste particolari, al De Russie, si può trovare purea di frutta esotica, e pesci affumicati. Ma sono le sei proposte dell'Hilton che non ti lasciano scampo: da quella classica «Continentale» con assortimento di torte, pane e toast con burro e marmellate con caffè e latte; l'«Americana» prevede formaggi affumicati, affettati, omelette e salcicce e frutta; quella «Biologica» una varietà di cereali e yogurt, kefir, latte di soya, farro, muesli; «Giapponese», con verdure e alghe in agrodolce, zuppa di Miso con tofu, yakizakana e yakinori, che poi sono alghe e salmone alla griglia. Il massimo è riservato agli sportivi, con la colazione «Fitness» che sembra l'angolo delle alchimie di Mago Merlino. Nei vasi di vetro, c'è un vasto assortimento di preparati proteici in polvere, da comporre a secondo i gusti, conditi con albume d'uovo e verdure frullate con latte o spremute. Per queste colazioni si spendono dai 33 ai 75 euro a persona. La moda costa cara.

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